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Esportare in India, quali conseguenze dopo rielezione Modi?

Esportare in India, quali conseguenze dopo rielezione Modi?

Per le aziende italiane che intendono esportare in India, qual è l’impatto delle recenti elezioni che hanno visto la rielezione del premier Narendra Modi? Sebbene il Bharatiya Janata Party (BJP) abbia ottenuto solo 240 seggi, al di sotto della maggioranza assoluta di 272 seggi, la coalizione dell’Alleanza Nazionale Democratica (NDA), guidata dal BJP, ha raggiunto un totale di 292 seggi. Questo ha permesso a Modi di assicurarsi un terzo mandato, anche se ora dovrà governare in coalizione con altri partiti che avranno una maggiore influenza sulle decisioni politiche.

La rielezione di Modi giunge in un momento cruciale per l’India, che ha bisogno di proseguire con investimenti massicci in infrastrutture e settori strategici. Le politiche del nuovo governo di coalizione potrebbero influenzare le decisioni degli investitori privati e stranieri, che dovranno considerare le nuove priorità e l’orientamento del governo.

Nonostante un contesto politico più complesso, è previsto che il BJP continuerà a promuovere politiche favorevoli alla crescita economica e agli investimenti a lungo termine. Questo è in linea con l’obiettivo dell’India di diventare la terza economia mondiale nei prossimi anni. Per le aziende italiane, questo rappresenta un’opportunità per accedere a un mercato in espansione, con la consapevolezza della necessità di comprendere e adattarsi alle dinamiche politiche ed economiche locali.

vendere in india
 

Esportare in India, lo scenario dopo la conferma del premier Modi

Nonostante le recenti elezioni abbiano introdotto un certo grado di incertezza nei mercati, la leadership di Narendra Modi lascia intendere che l’India proseguirà il suo percorso di sviluppo economico, mantenendo prospettive di investimento solide a lungo termine.

La velocità con cui il paese sta evolvendo e la necessità di diversificare le catene di approvvigionamento la rendono una meta molto attraente per gli investimenti esteri, che si prevede affluiranno in vari settori nel medio termine.

Le relazioni commerciali tra l’India e l’Unione Europea hanno registrato un aumento del 30% nello scambio di beni nell’ultimo decennio. Attualmente, l’UE è il decimo partner commerciale della nazione, che rappresenta il secondo mercato di destinazione per l’export europeo, dopo gli Stati Uniti. Nel settore dei servizi, il valore degli scambi ha raggiunto i 30 miliardi di euro nel 2020. Inoltre, l’UE è il principale investitore estero in India, con investimenti diretti esteri (IDE) che ammontano a circa 60 miliardi di euro. Nonostante permangano delle sfide, come le barriere non tariffarie imposte dall’UE che creano preoccupazioni nei settori agricoli e industriali indiani, c’è un chiaro impegno politico per rafforzare la cooperazione economica tra India e Unione Europea.

L’istituzione del Trade and Technology Council (TTC) nel maggio 2023 ne è un esempio concreto, con l’obiettivo di concentrarsi su tecnologie strategiche, energie rinnovabili e commercio resiliente.

Rapporti commerciali India

 

India: una potenza economica in costante crescita

L’India è l’economia in più rapida crescita tra le prime venti nazioni del mondo, in un anno in cui New Delhi ha assunto la presidenza del G20. Nel secondo trimestre del 2023, ha registrato una crescita del 7,8%. Anche le previsioni più prudenti indicano che questo ritmo di crescita continuerà nei prossimi anni, rendendo sempre più vantaggioso esportare in India.

Si prevede che nei prossimi cinque anni il paese contribuirà per il 12,9% alla crescita globale, superando gli Stati Uniti, che si attestano all’11,3%. Quest’anno, il PIL dell’India ha superato quello del Regno Unito, e si stima che entro il 2030 supererà anche quello di Germania e Giappone, posizionandosi al terzo posto tra le maggiori economie mondiali, subito dopo gli Stati Uniti e la Cina.

All’inizio del 2023, la nazione ha raggiunto un altro traguardo significativo: con 1,4 miliardi di abitanti, ha superato la Cina diventando il paese più popoloso del mondo. Inoltre la giovane età media della sua popolazione sta diventando un potente motore di innovazione e sviluppo.

Questa crescita demografica sta alimentando un mercato dei consumi in rapida espansione, interessante per molte aziende italiane che desiderano vendere in India.

Esportare in India, quali opportunità nel post-elezione

La rielezione del premier Narendra Modi non dovrebbe influire negativamente sulle esportazioni, ma piuttosto garantire una stabilità favorevole per gli investimenti stranieri, confermando le opportunità attuali. L’India sta compiendo notevoli progressi nella modernizzazione di una burocrazia storicamente complessa e obsoleta, facilitando l’apertura di nuove società.

Questi sforzi hanno rafforzato ulteriormente le relazioni economiche tra Italia e India, che sono solide e si concentrano su cinque settori chiave identificati nel Piano di Azione 2020-2024, adottato durante il Vertice Virtuale tra l’ex Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e il Primo Ministro indiano Narendra Modi nel novembre 2020: green economy, industria agroalimentare, infrastrutture, digitale e manifatturiero/lifestyle.

Nel 2023, l’export italiano verso l’India ha registrato una crescita del 7,6%, superando i 5,1 miliardi di euro, confermando il trend positivo delle esportazioni di prodotti made in Italy verso questo paese, considerato un partner strategico per l’Italia. I macchinari e le apparecchiature rappresentano la principale voce dell’export italiano, con una quota di circa il 39,9%, seguiti da sostanze chimiche, metalli di base e apparecchi elettronici.

Il trasferimento tecnologico offre un’ulteriore opportunità per le imprese interessate a esportare in India, considerando l’interesse crescente della nazione per la tecnologia e l’innovazione.

Octagona, esperta di strategie di internazionalizzazione delle imprese, può offrire un supporto fondamentale in tal senso. Ci adoperiamo nella progettazione di piani d’ingresso personalizzati e nell’assistenza per ottenere certificazioni specifiche, come ad esempio la certificazione BIS.

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