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Il piano quinquennale di Xi JinPing e le nuove sfide per l’export europeo

Il piano quinquennale di Xi JinPing e le nuove sfide per l’export europeo

ll Piano di Pechino traccia degli obiettivi di sviluppo in linea con gli ultimi eventi che hanno scosso l’economia globale e che cambieranno gli equilibri geopolitici negli anni a venire. In un contesto dove la globalizzazione si sta dimostrando fragile e la concorrenza tecnologica spietata, Xi JinPing ha già dato un preciso orientamento alla sua futura linea politica.

Il punto cardine del Piano riguarda la “Dual Circulation” tramite cui la Cina intensificherà e incoraggerà l’economia domestica allo stesso modo, se non maggiormente, degli scambi internazionali, soprattutto in alcuni settori. L’innovazione tecnologica è stata messa al centro della discussione: l’industria manifatturiera cinese punterà su di essa per aumentare la qualità dei prodotti e raggiungere l’indipendenza in alcuni settori

Le discussioni sul Piano arrivano in un momento di grande tensione con gli Stati Uniti e durante una crisi sanitaria che ha avuto un impatto fortissimo sulla supply chain globale. Per questo la pianificazione quinquennale dovrà essere abbastanza flessibile da rispondere ai rapidi cambiamenti che tutto il mondo sta affrontando. 

Un dato che però spicca è sicuramente quello relativo alla crescita del PIL della Cina: è infatti la prima grande economia mondiale a registrare un tasso di crescita positivo, nonostante la pandemia globale. 

Le aziende europee già presenti in Cina sembrano confermare, per adesso, la loro fiducia verso il gigante asiatico. Dal 4° Position Paper della Camera di commercio europea, che ha monitorato 600 aziende di punta del settore economico finanziario nel mercato cinese, emerge infatti che l’88% delle imprese già attive nel Paese non ha piani futuri di investimento altrove né sta pensando a un reshoring, e che il 38% delle grandi aziende sta già pianificando ulteriori investimenti.  

Scenario diverso per le PMI europee, che hanno subito una maggiore battuta d’arresto a causa del Covid, delle eccessive politiche di quarantena e delle restrizioni agli spostamenti che ancora impediscono alle rappresentanze europee di rientrare in Cina, danneggiando la fiducia degli investitori verso il mercato. 

In questo contesto sarà quindi necessario che le piccole e medie imprese, sia quelle già presenti, sia quelle intenzionate ad approcciare per la prima volta il mercato cinese, sviluppino una vera e propria strategia a lungo termine che possa tenere conto di tutti questi cambiamenti

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