Dal 1° ottobre 2026 entreranno in vigore in India nuovi obblighi di conformità previsti dai Quality Control Orders (QCO) per diverse categorie di prodotti. L’impatto riguarda anche le aziende straniere che esportano sul mercato indiano e interessa, tra gli altri, alcuni utensili e attrezzature manuali, prodotti in alluminio e un’ampia categoria di apparecchi elettrici destinati ad applicazioni domestiche, commerciali o similari.
Per i prodotti interessati, la conformità agli Indian Standard applicabili e l’ottenimento della relativa certificazione BIS non rappresentano un semplice adempimento amministrativo: costituiscono una condizione necessaria per poter importare e commercializzare il prodotto in India.
Per le imprese italiane già presenti sul mercato indiano, o che prevedono di esportare in India nei prossimi mesi, diventa quindi fondamentale verificare tempestivamente l’applicabilità dei nuovi QCO ai propri prodotti, identificare il corretto Indian Standard e, quando necessario, avviare per tempo il processo di certificazione con il Bureau of Indian Standards (BIS).
In questo articolo analizziamo cosa sono i QCO, quali sono le principali categorie di prodotto interessate dalle scadenze di ottobre 2026, quali conseguenze possono avere per le aziende italiane e come prepararsi correttamente alla certificazione BIS.
I Quality Control Orders sono provvedimenti emanati dai diversi Ministeri e Dipartimenti del Governo indiano con l’obiettivo di rendere obbligatoria la conformità di specifiche categorie di prodotti agli Indian Standards definiti dal Bureau of Indian Standards.
La certificazione BIS è infatti generalmente volontaria, ma diventa obbligatoria quando un prodotto viene incluso in uno specifico QCO. In questi casi il prodotto deve rispettare lo standard indiano indicato nel provvedimento e riportare il relativo Standard Mark nell’ambito della licenza o del certificato previsto dallo schema applicabile.
L’obiettivo delle autorità indiane è aumentare progressivamente il livello qualitativo e di sicurezza dei prodotti immessi sul mercato, armonizzando i requisiti applicabili ai produttori locali e alle merci importate.
Una volta entrato in vigore il QCO, salvo specifiche esenzioni previste dal provvedimento, i prodotti coinvolti non possono essere liberamente prodotti, importati, distribuiti o commercializzati in India senza la conformità richiesta. È quindi importante comprendere che il QCO non riguarda soltanto il prodotto finito in senso generico: l’azienda deve identificare con precisione prodotto, caratteristiche tecniche, campo di applicazione dello standard e sito produttivo.

Secondo l’elenco ufficiale degli Upcoming QCOs pubblicato dal Bureau of Indian Standards e aggiornato ad agosto 2026, diverse categorie di prodotti entreranno nella fase di applicazione obbligatoria a partire dal 1° ottobre 2026. Tra i comparti di maggiore interesse per le imprese italiane possiamo individuare tre macroaree.
Una prima categoria riguarda diversi utensili utilizzati in ambito industriale, professionale e manutentivo. Tra i prodotti indicati dal BIS figurano, ad esempio:
Ogni categoria è associata a uno specifico Indian Standard, che definisce caratteristiche tecniche, prestazioni e requisiti che il prodotto deve rispettare. Il tema può quindi interessare non soltanto i produttori italiani di utensileria, ma anche aziende che vendono in India attraverso distributori locali, operatori industriali o società del proprio gruppo.
La tabella seguente riepiloga gli standard indiani applicabili a ciascuna categoria di utensile:
| Categoria prodotto | Indian Standard | Data entrata in vigore |
| Chiavi giratubi per uso generale | IS 4003 (Part 1):1978 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi giratubi heavy duty | IS 4003 (Part 2):1986 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi a forchetta | IS 2028:2004 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi ad anello | IS 2029:1998 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi regolabili | IS 6149:1984 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi a catena per tubi | IS 4123:1982 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi a percussione aperte | IS 4508:1992 | 1° ottobre 2026 |
| Chiavi a percussione ad anello | IS 4509:1992 | 1° ottobre 2026 |
| Pinze universali con tagliente laterale | IS 3650:1981 | 1° ottobre 2026 |
Dal 1° ottobre sono previste nuove scadenze anche per alcune categorie di prodotti in alluminio. In particolare, l’elenco BIS comprende:
Il relativo Quality Control Order stabilisce l’obbligo di conformità agli standard indiani e l’utilizzo dello Standard Mark previsto dalla normativa.
Di seguito il dettaglio degli standard applicabili:
| Categoria prodotto | Indian Standard | Data entrata in vigore |
| Wrought Aluminium Utensils | IS 1660:2024 | 1° ottobre 2026 |
| Aluminium Cans for Beverages | IS 14407:2023 | 1° ottobre 2026 |
Si tratta di un cambiamento particolarmente rilevante per produttori e supply chain collegate ai comparti food & beverage, cookware, packaging e lavorazione dell’alluminio. Non bisogna inoltre considerare la scadenza di ottobre come un intervento isolato: il calendario BIS prevede ulteriori obblighi relativi ad altri prodotti in alluminio a partire dal 1° dicembre 2026, tra cui barre, profilati, piastre, fogli, fili, tubi ed estrusi destinati a differenti applicazioni industriali.
Il dettaglio degli standard interessati da questa seconda scadenza è riportato di seguito:
| Categoria prodotto | Indian Standard | Data entrata in vigore |
| Barre, tondini e profilati in alluminio | IS 733:1983 | 1° dicembre 2026 |
| Forgiati in alluminio e leghe | IS 734:1975 | 1° dicembre 2026 |
| Piastre in alluminio | IS 736:1986 | 1° dicembre 2026 |
| Fogli e nastri in alluminio | IS 737:2008 | 1° dicembre 2026 |
| Fili in alluminio | IS 739:1992 | 1° dicembre 2026 |
| Rivetti in alluminio | IS 740:1977 | 1° dicembre 2026 |
| Tubi estrusi rotondi e sezioni cave in alluminio | IS 1285:2002 | 1° dicembre 2026 |
| Fili di alluminio per uso elettrico | IS 2067:1975 | 1° dicembre 2026 |
| Alluminio e leghe per la produzione di utensili | IS 21:1992 | 1° dicembre 2026 |
| Barre, tubi, sezioni, piastre e fogli in alluminio per applicazioni elettriche | IS 5082:1998 | 1° dicembre 2026 |
Uno degli ambiti potenzialmente più estesi riguarda gli apparecchi elettrici destinati ad applicazioni domestiche, commerciali o similari, con tensione nominale non superiore a 250 V per gli apparecchi monofase e 480 V per gli altri apparecchi, comprese determinate apparecchiature alimentate in corrente continua o a batteria.
Lo standard di riferimento per questa categoria è il seguente:
| Categoria prodotto | Indian Standard | Data entrata in vigore |
|
Apparecchi elettrici domestici,
commerciali o similari |
IS 302 (Part 1):2024 / IEC 60335-1:2020 | 1° ottobre 2026 |
L’elenco illustrativo pubblicato dal Bureau of Indian Standards è molto ampio e comprende, tra gli altri:
La presenza di un prodotto in un elenco esemplificativo non è però sufficiente, da sola, per determinare il corretto percorso di certificazione.
Il QCO dedicato agli apparecchi domestici, commerciali e similari esclude dal proprio campo di applicazione i prodotti già disciplinati da altri QCO o già soggetti a obblighi specifici di certificazione BIS. Diventa quindi essenziale verificare caso per caso se per il prodotto esista già una norma o un provvedimento specifico.
Per un’impresa italiana, questo rappresenta probabilmente uno degli aspetti più delicati della nuova normativa: non sempre è sufficiente partire dalla descrizione commerciale o dal codice doganale del prodotto per stabilire quale certificazione sia applicabile.
Quando il prodotto è effettivamente soggetto a certificazione obbligatoria, il produttore estero deve avviare il percorso previsto dal Bureau of Indian Standards.
Per i produttori con stabilimenti situati al di fuori dell’India, uno dei principali strumenti è il Foreign Manufacturers Certification Scheme (FMCS), attraverso il quale BIS può concedere al produttore straniero la licenza per l’utilizzo dello Standard Mark su prodotti conformi agli Indian Standards applicabili.
Il primo passaggio consiste nell’identificare correttamente lo standard applicabile. Successivamente occorre verificare che il sito produttivo disponga delle infrastrutture, dei processi di controllo qualità e delle capacità di prova richieste dallo standard. Successivamente occorre verificare che il sito produttivo disponga delle infrastrutture e dei processi di controllo qualità richiesti, nonché valutare le capacità di testing disponibili internamente e gli eventuali testing arrangements esterni ammessi dalla normativa applicabile.
In linea generale, il percorso può comprendere:
Il BIS chiarisce infatti che la concessione della licenza avviene sulla base della valutazione dell’infrastruttura produttiva, dei processi, dei controlli qualità e delle capacità di testing del produttore, attraverso una visita presso lo stabilimento e la verifica della conformità del prodotto allo standard applicabile.
Per un produttore italiano un altro elemento fondamentale è la nomina dell’Authorized Indian Representative (AIR).
L’AIR deve essere localizzato in India e rappresenta il produttore estero nei rapporti con il Bureau of Indian Standards, assumendo specifiche responsabilità rispetto al rispetto delle condizioni della licenza e della normativa BIS. Nel caso in cui il produttore disponga di una propria filiale o sede in India, può essere nominata una persona idonea appartenente alla struttura locale. In assenza di una presenza diretta nel Paese, il produttore può nominare un soggetto in India nel rispetto delle condizioni stabilite dal BIS.
È importante sottolineare inoltre che la domanda di certificazione deve essere presentata dal produttore: secondo le FAQ ufficiali BIS, l’importatore indiano non può richiedere la licenza FMCS al posto del produttore estero. Di conseguenza, affidare completamente la gestione della problematica al proprio distributore o cliente indiano può non essere sufficiente.
La scadenza del 1° ottobre non dovrebbe essere interpretata come la data a partire dalla quale iniziare a occuparsi della certificazione.
L’ottenimento della licenza BIS può richiedere una serie di attività tecniche e documentali che coinvolgono diverse funzioni aziendali: ufficio tecnico, qualità, produzione, laboratorio, export e management. Prima di avviare la domanda può essere necessario verificare:
Una valutazione errata in questa fase può determinare ritardi, costi aggiuntivi o difficoltà nella prosecuzione delle esportazioni. Per le imprese che hanno ordini in corso o prevedono spedizioni in India nei mesi successivi all’entrata in vigore dei QCO è quindi particolarmente importante analizzare fin da subito il proprio portafoglio prodotti destinato al mercato indiano.
L’estensione progressiva dei Quality Control Orders si inserisce in una trasformazione più ampia del sistema industriale indiano. L‘India sta rafforzando le proprie politiche di standardizzazione, sicurezza e qualità dei prodotti parallelamente alla crescita del mercato interno e allo sviluppo della produzione locale. Per le aziende italiane questo non riduce l’attrattività del Paese, ma modifica le condizioni con cui affrontarlo.
La compliance deve essere considerata sempre più come parte integrante della strategia di ingresso e sviluppo sul mercato indiano, al pari della selezione del partner, della strategia commerciale, del posizionamento e della struttura distributiva. Conoscere in anticipo i requisiti applicabili permette non soltanto di evitare possibili blocchi operativi, ma anche di pianificare correttamente tempi, investimenti e sviluppo commerciale.
Con una presenza diretta in India e un team locale specializzato, supportiamo le aziende italiane nell’analisi dell’applicabilità della normativa BIS e nella gestione dell’intero percorso di certificazione.
Per le imprese già attive sul mercato indiano, effettuare una verifica prima dell’entrata in vigore dei nuovi obblighi consente di individuare tempestivamente eventuali criticità e ridurre il rischio di interruzioni nelle esportazioni.
Il 1° ottobre 2026 rappresenta una nuova scadenza importante nel processo di estensione dei Quality Control Orders in India.
Utensileria professionale, prodotti in alluminio e numerose categorie di apparecchi elettrici sono tra gli ambiti da monitorare con maggiore attenzione, ma l’effettiva applicabilità della certificazione deve essere verificata sulla base delle caratteristiche tecniche di ciascun prodotto e dello specifico Indian Standard.
Per le imprese italiane che esportano in India, la priorità è quindi non attendere la scadenza normativa, ma verificare anticipatamente il proprio portafoglio prodotti, individuare eventuali obblighi BIS e pianificare per tempo il percorso di certificazione.
In un mercato strategico e in rapida evoluzione come quello indiano, anticipare la compliance significa proteggere la continuità del business e costruire su basi più solide la propria presenza nel Paese.
Un Quality Control Order è un provvedimento del Governo indiano che rende obbligatoria, per determinate categorie di prodotti, la conformità a uno specifico Indian Standard e la certificazione prevista dal Bureau of Indian Standards. Senza questa conformità, il prodotto non può essere legalmente importato, distribuito o commercializzato in India.
Sì. Salvo specifiche esenzioni previste dal singolo provvedimento, gli obblighi di conformità applicabili ai prodotti disciplinati dai QCO riguardano anche le merci importate in India, comprese quelle provenienti dall’Italia. Le aziende esportatrici devono quindi verificare l’applicabilità del QCO ai propri prodotti prima di avviare o proseguire le spedizioni verso il mercato indiano.
Tra le categorie riportate nell’elenco ufficiale BIS figurano diversi utensili manuali professionali (come chiavi giratubi, chiavi a forchetta e pinze), utensili in alluminio, lattine in alluminio per bevande e un’ampia categoria di apparecchi elettrici domestici, commerciali o similari. L’applicabilità deve comunque essere verificata sul singolo prodotto, poiché ogni categoria è associata a uno specifico Indian Standard.
No. La normativa esclude dal campo di applicazione generale gli apparecchi già disciplinati da altri Quality Control Orders o da altri obblighi di certificazione BIS. È quindi necessario verificare, prodotto per prodotto, se esista uno standard o un provvedimento specifico applicabile, prima di fare riferimento alla norma generale IS 302 Part 1:2024.
Nell’ambito FMCS, no. La domanda deve essere presentata direttamente dal produttore straniero, che deve inoltre nominare un Authorized Indian Representative (AIR) con sede in India. Affidare interamente la gestione della certificazione al proprio distributore o cliente indiano non è quindi sufficiente per ottenere la licenza.
È necessaria una verifica che incroci caratteristiche tecniche del prodotto, Indian Standard applicabile e Quality Control Order di riferimento. Una valutazione preliminare, condotta da un consulente esperto o dal team tecnico aziendale, consente di stabilire se il prodotto debba essere certificato, non sia soggetto all’obbligo o richieda un ulteriore approfondimento normativo.
È consigliabile effettuare l’analisi il prima possibile rispetto alla data di entrata in vigore del QCO. Il processo può richiedere preparazione documentale, adeguamento delle capacità di testing, nomina dell’Authorized Indian Representative, presentazione della domanda al BIS, audit del sito produttivo e prove di conformità: attività che, nel complesso, possono richiedere diversi mesi.
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