Il 27 gennaio 2026 segna una data di svolta nelle relazioni economiche internazionali: l’Unione Europea e l’India hanno ufficialmente concluso un Accordo di Libero Scambio (Free Trade Agreement – FTA) nel corso del vertice UE–India tenutosi a Nuova Delhi, alla presenza delle massime autorità istituzionali europee e indiane. L’intesa rappresenta una pietra miliare storica nei rapporti bilaterali tra due aree che, complessivamente, ospitano circa un quarto della popolazione mondiale e generano oltre il 25% del PIL globale
L’accordo UE–India è stato definito da numerosi osservatori come “la madre di tutti gli accordi”, non solo per la sua portata economica, ma anche per il valore geopolitico che assume in un contesto globale sempre più caratterizzato da protezionismo, frammentazione delle catene del valore e crescente competizione tra blocchi economici.
L’accordo prevede una liberalizzazione senza precedenti degli scambi commerciali tra le due aree. In particolare:
Accanto alla dimensione commerciale, l’accordo include capitoli dedicati alla mobilità di lavoratori qualificati e studenti, alla cooperazione in ambito industriale, alla sicurezza e difesa e all’integrazione dell’India nelle catene del valore europee.

Dal punto di vista industriale, l’FTA UE–India introduce cambiamenti particolarmente rilevanti per numerosi comparti di interesse anche per le imprese italiane:
Pur rimanendo alcune sensibilità, in particolare su settori come automotive e comparti agricoli specifici, l’accordo mira a rafforzare la competitività manifatturiera, riducendo i costi di accesso al mercato e favorendo investimenti incrociati.
Per le imprese italiane, e in particolare per le PMI, l’accordo UE–India rappresenta una opportunità strutturale di medio-lungo periodo. Nonostante la crescita sostenuta degli ultimi anni (+90% delle esportazioni europee verso l’India nell’ultimo decennio), l’UE rappresenta ancora solo il 2,5% delle importazioni totali indiane, contro il 15% della Cina. Questo dato evidenzia ampi margini di crescita per le aziende europee e italiane in particolare.
L’India si conferma inoltre come:
Come per tutti gli accordi di questa portata, la firma politica rappresenta solo il primo passo. L’entrata in vigore dell’accordo richiederà una fase tecnica e legislativa durante la quale verranno definiti nel dettaglio i meccanismi di attuazione, le regole di origine, le procedure doganali e i requisiti settoriali. In questo contesto, le imprese che intendono cogliere per prime i benefici dell’accordo dovranno:
Nonostante le opportunità, l’accordo presenta alcune criticità che le imprese italiane devono tenere in considerazione:
Complessità normativa e protezionismo: Sebbene l’accordo riduca molte barriere tariffarie, restano barriere non tariffarie, come restrizioni normative, certificazioni sanitarie e autorizzazioni doganali, che potrebbero richiedere un lungo processo di adattamento. Le PMI italiane dovranno navigare in un panorama normativo complesso, soprattutto nei settori sensibili come l’agroalimentare e la salute.
Settore caseario e altre esclusioni: Il fatto che il settore caseario non sia stato incluso nell’accordo rappresenta una limitazione importante per alcune PMI italiane, in particolare per quelle che esportano formaggi e latte. Le politiche protezionistiche indiane in questo settore potrebbero continuare a rappresentare una sfida, richiedendo soluzioni alternative per l’accesso al mercato.
Concorrenza con altri Paesi emergenti: Nonostante l’accordo UE-India sia un passo positivo per le PMI italiane, la concorrenza di altri Paesi, come la Cina e gli Stati Uniti, rimarrà alta. L’India è un mercato competitivo, e le aziende italiane dovranno differenziarsi puntando su qualità, innovazione e sostenibilità per affermarsi.
Sfide politiche interne in India: La situazione politica in India può essere influenzata da cambiamenti nelle politiche interne, come le riforme agricole e la gestione della forza lavoro qualificata, fattori che potrebbero alterare la velocità e l’efficacia dell’attuazione dell’accordo.
L’Accordo di libero scambio UE–India rappresenta uno dei più importanti strumenti di politica commerciale degli ultimi decenni e apre una nuova fase nei rapporti economici tra Europa e Asia. Per le imprese italiane, l’FTA costituisce una leva strategica concreta per rafforzare la propria presenza in un mercato complesso ma ad altissimo potenziale.
Tuttavia, la complessità dell’accordo, la pluralità dei settori coinvolti e le specificità del contesto indiano rendono indispensabile un approccio strutturato e consapevole. In questo scenario, il supporto di un partner specializzato nell’internazionalizzazione, in grado di coniugare analisi strategica, competenze operative e presenza locale, diventa un fattore chiave per trasformare un accordo politico in un reale vantaggio competitivo.
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