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SIMEST 2025–2027: una spinta da 28 miliardi per l’internazionalizzazione

SIMEST 2025–2027: una spinta da 28 miliardi per l’internazionalizzazione

TLDR
  • Il piano strategico SIMEST 2025-2027 mette a disposizione 28 miliardi di investimenti, con un focus su PMI e filiere produttive italiane.
  • Negli ultimi mesi sono stati firmati 8 accordi di filiera a beneficio di 2.000 imprese, di cui oltre il 70% PMI.
  • Gli strumenti di equity prevedono una partecipazione di minoranza nel capitale delle PMI con orizzonte di circa 8 anni, e fino a 25 anni per progetti infrastrutturali.
  • I mercati prioritari sono Africa, America Latina, Paesi del Golfo e India, mentre un pacchetto USA è allo studio per l’inizio del 2026.
  • Il piano prevede dilazioni di pagamento più lunghe ai buyer esteri, iter di valutazione più snello e tempi ridotti tra delibera ed erogazione.
Indice

Il nuovo piano strategico SIMEST mette sul tavolo 28 miliardi di investimenti entro il 2027, con un focus concreto su PMI e filiere: più strumenti, più mercati, più velocità di esecuzione. Per molte imprese italiane è l’occasione per passare dalla strategia ai risultati, con un perimetro che si apre anche alle aziende di filiera non ancora esportatrici.

Cosa cambia per le imprese

  • Filiere al centro: gli accordi con i capofiliera non sono solo “vetrine”, ma programmi di filiera con onboarding guidato delle PMI, mappatura dei fabbisogni export e instradamento verso strumenti finanziari e assicurativi coerenti con i piani di crescita. Negli ultimi mesi sono stati sottoscritti 8 accordi a beneficio di 2.000 imprese (oltre 70% PMI), con percorsi che includono accompagnamento ai mercati prioritari e supporto operativo alla messa a terra dei progetti.

  • Nuovi strumenti di equity: oltre ai finanziamenti agevolati, è previsto l’ingresso di minoranza nel capitale per sostenere la crescita estera delle PMI (orizzonte di investimento circa 8 anni), con meccanismi di governance leggera e obiettivi industriali chiari (sviluppo commerciale, insediamenti, M&A). Per i progetti infrastrutturali all’estero sono possibili impegni fino a 25 anni, condizionati al coinvolgimento di ampie filiere italiane lungo l’intera catena di fornitura.

  • Mercati prioritari: il focus geografico include Africa (in coerenza con il Piano Mattei), America Latina, Paesi del Golfo e India, dove domanda interna, investimenti pubblici e privatizzazioni aprono spazi a tecnologie e servizi italiani. È allo studio un pacchetto USA operativo da inizio 2026 per rafforzare export e investimenti nel primo mercato mondiale con strumenti dedicati.

  • Più competitività: per colmare i gap rispetto ai competitor internazionali, sono previste dilazioni di pagamento più lunghe ai buyer esteri, un iter di valutazione più snello e tempi ridotti tra delibera e erogazione, grazie anche alla standardizzazione dei processi e alla maggiore integrazione con l’ecosistema CDP.

  • Presenza e prossimità: oltre al rafforzamento della rete estera (aperto New Delhi; in apertura Riyadh e New York per presidiare India, GCC e USA), nascono hub di competenze nel Mezzogiorno – in collaborazione con università e associazioni – per avvicinare strumenti e know-how alle imprese e favorire trasferimento di conoscenze e accesso ai mercati.

Perché attivarti adesso

La combinazione tra finanza agevolata, equity a supporto della crescita estera e priorità geografiche rende il triennio la finestra ideale per scalare la presenza internazionale con rischi e tempi sotto controllo. Se operi in filiera, o la guidi, oggi hai strumenti pensati su misura per trasformare i piani in pipeline commerciale.

Come ti supporta Octagona

Con il nostro team in Europa, USA e India affianchiamo le imprese su ammissibilità e scelta di strumenti, go-to-market, partner & supply chain, compliance (es. BIS per l’India), set-up e execution locale. Lavoriamo al fianco dei capofiliera per massimizzare l’effetto leva lungo tutta la catena.

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Domande frequenti

Quali strumenti offre SIMEST alle PMI italiane che vogliono internazionalizzarsi nel periodo 2025-2027?

SIMEST affianca ai finanziamenti agevolati nuovi strumenti di equity, cioè l’ingresso di minoranza nel capitale delle PMI con un orizzonte di circa 8 anni. La governance è leggera e gli obiettivi sono industriali: sviluppo commerciale, insediamenti all’estero e M&A. Il piano complessivo vale 28 miliardi di investimenti entro il 2027, con accesso anche a strumenti assicurativi.

Come funzionano gli accordi di filiera SIMEST con i capofiliera e quante imprese coinvolgono?

Gli accordi di filiera sono programmi operativi, non semplici vetrine: prevedono onboarding guidato delle PMI, mappatura dei fabbisogni export e instradamento verso strumenti finanziari e assicurativi coerenti con i piani di crescita. Finora sono stati sottoscritti 8 accordi a beneficio di 2.000 imprese, oltre il 70% delle quali PMI, con accompagnamento ai mercati prioritari.

Quali sono i mercati prioritari del piano SIMEST e c’è un pacchetto dedicato agli Stati Uniti?

I mercati prioritari sono Africa (in coerenza con il Piano Mattei), America Latina, Paesi del Golfo e India, dove domanda interna, investimenti pubblici e privatizzazioni aprono spazi a tecnologie e servizi italiani. Per gli USA è allo studio un pacchetto operativo da inizio 2026, con strumenti dedicati a export e investimenti nel primo mercato mondiale.

Un’azienda di filiera che non esporta ancora può accedere agli strumenti SIMEST?

Sì, il nuovo perimetro SIMEST si apre anche alle aziende di filiera non ancora esportatrici. Attraverso i programmi guidati dai capofiliera, queste imprese vengono accompagnate con onboarding, mappatura dei fabbisogni export e orientamento verso gli strumenti finanziari adatti. Possono così trasformare i piani di crescita in progetti commerciali sui mercati prioritari, con supporto operativo.

Come cambiano tempi e condizioni di finanziamento con il nuovo piano SIMEST?

Il piano punta a ridurre il divario con i competitor internazionali con dilazioni di pagamento più lunghe ai buyer esteri, un iter di valutazione più snello e tempi ridotti tra delibera ed erogazione. Contribuiscono la standardizzazione dei processi e la maggiore integrazione con l’ecosistema CDP. Per i progetti infrastrutturali all’estero sono possibili impegni fino a 25 anni.

Come può aiutare una società di consulenza a usare gli strumenti SIMEST per l’export e per mercati come l’India?

Octagona, con team in Europa, USA e India, affianca le imprese su ammissibilità e scelta degli strumenti SIMEST, go-to-market, partner e supply chain, compliance (ad esempio la certificazione BIS per l’India), set-up ed execution locale. Lavora anche con i capofiliera per estendere l’effetto leva lungo la catena. È disponibile una pre-valutazione gratuita del progetto.

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