È attivo dal 16 settembre 2025 il Pacchetto India gestito da SIMEST per conto del MAECI, con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo e la patrimonializzazione delle imprese italiane con interessi strategici nel mercato indiano.
Possono candidarsi imprese con sede legale e operativa in Italia, in attività, con almeno due bilanci depositati, in regola sotto il profilo ambientale e con i requisiti di onorabilità previsti. Inoltre, devono rientrare in almeno una di queste condizioni “India-linked”:
Piano di investimenti che preveda almeno il 30% di spese ammissibili in India; oppure
Export verso l’India ≥ 2% del fatturato (o presenza stabile in India, anche tramite controllata); oppure
Import dall’India (materie prime, componenti, beni) ≥ 2% del fatturato.
Nota: sono previste esclusioni settoriali e di conformità (es. talune attività agricole/ittiche, settori vietati da norme UE, soggetti sanzionati, ecc.). Verifiche antimafia, ambientali e di regolarità DURC si applicano lungo tutto l’iter.
A) Investimenti (capex e rafforzamento operativo)
Macchinari/impianti/attrezzature (anche leasing) e beni strumentali nuovi o riconversione di quelli esistenti.
Tecnologie: hardware, software, integrazione digitale, cybersecurity, analytics, cloud/fog, realtà aumentata/virtuale, robotica, additive, AI.
Efficienza e sostenibilità (miglioramenti ambientali/sociali).
Nuove strutture in India (acquisto/affitto/adeguamento) o potenziamento di strutture esistenti.
Rafforzamento patrimoniale e versamenti in capitale/finanziamenti soci a favore di controllate.
B) Spese collegate allo sviluppo sul mercato indiano (fino al 40% del progetto)
Formazione (in Italia o India) e inserimento di personale (inclusi viaggi, ingressi, pratiche di regolarizzazione, visite mediche, divise).
Contratti di apprendistato/tirocinio per personale proveniente dall’India (con vincoli su durata/programma).
Store temporanei, showroom, corner (anche virtual showroom) e relativi costi gestionali per una sola struttura.
Promozione & marketing (online/offline), studi di mercato, advisory strategica, eventi/matchmaking, traduzioni.
Certificazioni e omologazioni di prodotto (incluse traduzioni e adempimenti per la sostenibilità/brevetti).
Non sono finanziabili spese di pura esportazione/commerciali (es. rete vendita, trasporto, stoccaggio), costi correnti ordinari (es. consulenza fiscale/legale ricorrente), spese già coperte da altri aiuti, o riferite a settori esclusi.
Grazie al supporto dei nostri uffici e team in India, possiamo affiancarti lungo tutto il percorso: assessment e verifica di ammissibilità, dossier di progetto, go-to-market, compliance (incl. certificazione BIS), set-up e execution locale.
Richiedi una pre-valutazione del tuo progetto India e pianifica la candidatura con i nostri consulenti.
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L’impresa deve avere sede legale e operativa in Italia, essere attiva, con almeno due bilanci depositati, in regola sul piano ambientale e con i requisiti di onorabilità. Deve inoltre soddisfare almeno una condizione India-linked: piano con almeno il 30% di spese ammissibili in India, oppure export o import dall’India pari ad almeno il 2% del fatturato.
Essere India-linked significa avere un legame dimostrabile con il mercato indiano. Basta una di tre condizioni: un piano di investimenti con almeno il 30% di spese ammissibili in India, un export verso l’India pari ad almeno il 2% del fatturato (o una presenza stabile in India, anche tramite controllata), oppure un import dall’India di materie prime, componenti o beni pari ad almeno il 2% del fatturato.
Gli investimenti coprono macchinari, impianti e attrezzature anche in leasing, tecnologie come software, cybersecurity, AI e robotica, efficienza e sostenibilità, nuove strutture in India e rafforzamento patrimoniale delle controllate. Le spese di sviluppo sul mercato indiano, fino al 40% del progetto, includono formazione, personale, showroom, marketing, studi di mercato, certificazioni e omologazioni di prodotto.
Non sono finanziabili le spese di pura esportazione o commerciali, come rete vendita, trasporto e stoccaggio. Sono esclusi anche i costi correnti ordinari, per esempio la consulenza fiscale o legale ricorrente, le spese già coperte da altri aiuti e quelle riferite a settori esclusi, come alcune attività agricole e ittiche o settori vietati da norme UE.
Il Pacchetto India prevede un finanziamento fino a 6 anni a tasso agevolato dello 0,321%. A questo si aggiunge un contributo a fondo perduto fino al 10%, che sale fino al 20% per PMI e start-up innovative o per imprese con sede nelle regioni del Mezzogiorno.
Un consulente con team in India può seguire l’azienda dalla verifica di ammissibilità alla realizzazione locale del progetto. Octagona, ad esempio, offre assessment, dossier di progetto, go-to-market, compliance inclusa la certificazione BIS, set-up ed execution in India. È disponibile anche una pre-valutazione del progetto prima della candidatura.
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