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Vendere in Corea del Sud attraverso un e-commerce, possibilità e prospettive

Vendere in Corea del Sud attraverso un e-commerce, possibilità e prospettive

TLDR
  • Nel 2022 l’export digitale italiano ha raggiunto 18,7 miliardi di euro, in crescita del 20,3% sul 2021 e pari all’8,8% dell’export complessivo.
  • In Corea del Sud oltre l’80% della popolazione acquista online e la vendita digitale ha superato i canali di vendita tradizionali.
  • Per quasi tutte le merci dall’Unione Europea non ci sono dazi doganali, ma serve la dichiarazione di origine delle merci.
  • Abbigliamento, alimentare (come il vino), cura della persona e arredamento sono i settori in maggiore espansione e il Made in Italy è molto ricercato.
  • La strategia consigliata combina e-commerce dedicato e marketplace come Gmarket, con il supporto di esperti locali e una comunicazione digitale che includa i social media.

Lo sapevi che nel 2022 l’export digitale italiano ha raggiunto un valore di 18,7 miliardi di euro, con una crescita del +20,3% rispetto al 2021, raggiungendo una quota pari all’8,8% dell’export italiano complessivo?

Anche grazie alla pandemia, la transizione digitale è stata indubbiamente accelerata: la possibilità di vendere online in tutto il mondo ha rappresentato uno dei mezzi principali per ridurre gli effetti della crisi.

E in questo tempo contrassegnato dal boom degli e-commerce si stanno sempre più affermando i mercati rivolti al Sud Est asiatico, in particolare quello rappresentato dalla Corea del Sud.

Vendere in Corea del Sud è ad oggi una opportunità dalle ottime prospettive, dovute soprattutto alla forte digitalizzazione del Paese. Basti pensare che la percentuale della popolazione che fa acquisti online supera l’80%, e che questo trend risulta costantemente in salita.

Come conquistare allora una fetta di questo mercato? Lo spieghiamo in questo articolo.

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E-commerce per vendere in Corea del Sud, le convenienze

I settori commerciali di massima espansione nella Corea del Sud riguardano l’abbigliamento, i prodotti alimentari (come il vino), la cura della persona e l’arredamento.

La Corea del Sud è considerata la cartina tornasole per valutare la forza di determinate merci nel continente asiatico: se i responsi, in termini di vendite, sono positivi nel mercato coreano, questo può essere il trampolino di lancio per l’ingresso in altri paesi limitrofi, come Giappone e Cina. In altre parole, testare un prodotto in Corea del Sud significa ottenere una valutazione utile per decidere se ampliare o meno la sua espansione su altri territori.

Uno dei principali vantaggi della vendita in questo Paese è poi la mancanza di una tassazione sulle esportazioni dalla Unione Europea. Per quasi tutte le tipologie di merci, non vi sono spese doganali ma solo l’obbligatorietà di una “dichiarazione di origine”, ovvero l’esigenza di specificare la “nazionalità economica” delle merci che si vogliono vendere.

I prodotti italiani, conformi allo stile di esclusività ancora collegato al Made in Italy, sono molto ricercati in Corea del Sud. Pertanto un e-commerce che rivolge l’attenzione al mercato coreano ha ottime prospettive di raggiungere buoni risultati anche nel breve periodo. 

Una valida strategia può essere quella di piazzare i prodotti da vendere sia su e-commerce dedicato, sia su un marketplace di larghissima diffusione in Corea del Sud come Gmarket, di proprietà di Ebay. Su Gmarket i pagamenti vengono gestiti direttamente dai venditori, che devono pagare una provvigione su ogni acquisto. 

In ambedue i casi è fortemente consigliato affidarsi a degli esperti del mercato nel Paese, per ottimizzare la presenza dei prodotti che si vogliono vendere. Ciò include una strategia di comunicazione digitale che sappia sottolineare le caratteristiche della merce, in base alla domanda di beni in Corea del Sud. Tale strategia dovrebbe includere anche i social media, canali per la diffusione su larga scala di nuovi brand.

Corea del Sud, un mercato on-line in costante crescita

La Corea del Sud è uno tra i paesi più digitalizzati al mondo e tra i più aperti alle innovazioni tecnologiche. Nonostante le ridotte dimensioni, la sua affermazione come paese di esportazioni continua a crescere. Basti pensare che è il paese con la più veloce rete mobile, e la sua economia è la quarta più grande dell’Asia.

Realizzare un e-commerce che venda in questa nazione significa affacciarsi ad un mercato prospero, specie sul fronte digitale. In Corea del Sud infatti, la vendita online ha superato le modalità di vendita tradizionali.

Vendere in tale Paese è certamente una ottima opportunità, che può portare ad espandere in maniera considerevole il proprio business online. Ma la Corea è anche una nazione esigente in fatto di prodotti online, che devono essere di qualità eccellente ed essere recapitati in tempi brevi. Come menzionato in precedenza, è dunque di fondamentale importanza avere un partner commerciale che possa individuare le migliori strategie per ottimizzare le vendite, in base al target a cui ci si rivolge.

Domande frequenti

Perché conviene vendere online in Corea del Sud con un e-commerce per un’azienda italiana?

Conviene perché la Corea del Sud è tra i Paesi più digitalizzati al mondo: oltre l’80% della popolazione acquista online e le vendite digitali hanno superato quelle tradizionali. Inoltre i prodotti Made in Italy, legati a un’immagine di esclusività, sono molto ricercati, quindi un e-commerce può ottenere buoni risultati anche nel breve periodo.

Quali prodotti italiani si vendono meglio online in Corea del Sud?

I settori di maggiore espansione in Corea del Sud sono abbigliamento, prodotti alimentari come il vino, cura della persona e arredamento. Il Made in Italy è apprezzato per la sua esclusività, perciò i prodotti italiani di questi comparti hanno buone possibilità di successo, a patto che siano di qualità eccellente e consegnati in tempi brevi.

Ci sono dazi doganali per esportare in Corea del Sud dall’Unione Europea?

Per quasi tutte le tipologie di merci esportate dall’Unione Europea in Corea del Sud non sono previste spese doganali. Resta però obbligatoria la dichiarazione di origine, cioè l’indicazione della nazionalità economica dei prodotti che si vogliono vendere. Questo rappresenta uno dei principali vantaggi per chi esporta nel Paese.

Meglio un e-commerce dedicato o un marketplace come Gmarket per vendere in Corea del Sud?

Una strategia valida è usare entrambi: un e-commerce dedicato e un marketplace molto diffuso come Gmarket, di proprietà di eBay. Su Gmarket i pagamenti sono gestiti direttamente dai venditori, che devono riconoscere una provvigione su ogni acquisto. In entrambi i casi è consigliato farsi affiancare da esperti del mercato coreano.

Perché la Corea del Sud è considerata un mercato test per entrare in Giappone e Cina?

La Corea del Sud è vista come cartina tornasole della forza di un prodotto nel continente asiatico. Se le vendite sono positive nel mercato coreano, possono rappresentare un trampolino di lancio verso Paesi limitrofi come Giappone e Cina. Testare il prodotto in Corea aiuta quindi a decidere se ampliare l’espansione.

Quali requisiti deve rispettare un e-commerce per avere successo nel mercato coreano?

Il mercato coreano è esigente: i prodotti devono essere di qualità eccellente e recapitati in tempi brevi. È importante una strategia di comunicazione digitale che valorizzi le caratteristiche della merce in base alla domanda locale, includendo i social media per diffondere nuovi brand. Un partner commerciale esperto aiuta a ottimizzare le vendite sul target.

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