L’internazionalizzazione rappresenta certamente una sfida complessa nel processo di crescita di un’impresa.
Per stabilire una presenza all’estero di successo, infatti, sono necessarie conoscenze specifiche per giungere alle migliori decisioni strategiche.
Senza un approccio sistematico all’internazionalizzazione si potrebbe cadere in qualche errore che può danneggiare l’espansione a livello globale, per non parlare dello spreco di risorse e di tempo che ne consegue.
Ecco perché è necessario uno schema di riferimento che possa funzionare da guida per la crescita estera dell’azienda: si tratta del Piano Export.
Per poter essere in grado di redigere un piano export che abbia successo per la tua azienda, occorre definire quelli che sono gli elementi che non possono mancare in questo particolare documento, vediamoli insieme.
Ogni Piano Export di successo presenta i seguenti elementi:
Il Piano Export è dunque uno strumento chiave per orientare e coordinare le azioni di soggetti interni ed esterni all’azienda, e per garantire in questo modo la buona riuscita di un’espansione all’estero per l’azienda.
In altre parole, è la bussola delle imprese italiane che vogliono approcciarsi ai mercati internazionali: per vendere all’estero bisogna definire DOVE andare e COME affrontare il mercato.
Non è possibile dedicare tempo e risorse verso destinazioni non idonee o poco redditizie. Attraverso lo studio delle variabili che abbiamo riportato poco più sopra, il Piano Export fornirà infatti una chiara gerarchia degli elementi da valutare e priorizzare per un export di successo.
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Il Piano Export è il documento di riferimento che guida l’espansione internazionale di un’impresa, definendo dove andare e come affrontare il mercato estero. Serve a orientare e coordinare le azioni di soggetti interni ed esterni all’azienda, evitando errori strategici e lo spreco di risorse e tempo su destinazioni poco redditizie.
Un Piano Export di successo include cinque elementi: le motivazioni per esportare, il modello di business con la proposta di valore, l’analisi del mercato estero target, gli obiettivi economico-finanziari e il piano operativo. Insieme forniscono una gerarchia chiara delle variabili da valutare e priorizzare prima di investire in un nuovo mercato.
L’analisi del mercato estero target valuta i bisogni dei clienti, le barriere all’ingresso, la dimensione della domanda e la concorrenza. Comprende anche l’individuazione dei possibili canali distributivi e dei potenziali distributori. Queste informazioni permettono di scegliere i Paesi più idonei e redditizi, evitando di dedicare tempo e risorse a destinazioni inadatte.
Gli obiettivi economico-finanziari si definiscono verificando la coerenza tra previsioni di vendita e di spesa e le risorse finanziarie disponibili per coprire eventuali deficit tra ricavi e costi. La valutazione deve considerare il rischio di sovrastimare i ricavi e sottostimare i costi, così da non compromettere la sostenibilità del progetto estero.
Il piano operativo, o Action Plan, rende concrete e credibili le intenzioni strategiche. Indica le risorse umane coinvolte, la loro organizzazione e le responsabilità, assegna a ogni responsabile obiettivi e attività, e definisce le milestone distribuite nel tempo, compresi i momenti di verifica e revisione del progetto.
Un’impresa può esportare anche per diversificare i ricavi o per confrontarsi con mercati esigenti, standard elevati e concorrenti che operano alla frontiera tecnologico-commerciale. L’ingresso in un mercato estero è inoltre un’occasione per mettere a fuoco punti di forza e debolezza dell’azienda, consolidando i primi e correggendo i secondi.
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