Si parla sempre più spesso di Supply Chain Management, in relazione ad aziende che desiderano raggiungere la massima produttività, attraverso un coordinamento efficiente tra tutte le fasi della catena di distribuzione.
Tale coordinamento deve essere sostenuto da opportune strategie, che coinvolgono ogni attività legata alle risorse e al personale impattati dal flusso distributivo della produzione.
La Supply Chain Management quindi, riguarda ogni attività d’impresa finalizzata a portare il prodotto finale sul mercato e a consegnarlo al cliente.
Oggi sta rivestendo sempre più un’importanza nevralgica per le imprese, poiché la sua giusta applicazione permette di ottimizzare i costi e di raggiungere un miglior livello di produttività, essenziale se si vuole essere competitivi nel proprio settore di business.
La pianificazione di un’efficiente Supply Chain Management è fondamentale, per fare in modo che sia realizzata una rete distributiva in grado di armonizzare i processi e ridurre i tempi che intercorrono tra la realizzazione effettiva del prodotto e la sua consegna all’utente finale.
Non esiste un’unica tipologia di Supply Chain Management, poiché questa deve essere progettata secondo le esigenze della singola impresa, in base alla sua grandezza e di conseguenza, in base alla complessità del suo ciclo distributivo.
La catena di distribuzione può essere relativamente corta, potendosi svolgere anche con collegamenti diretti tra fornitore e azienda, e tra azienda e cliente finale. Allo stesso tempo può rivelarsi decisamente più articolata, interessando più risorse e soggetti.
La sua pianificazione quindi deve essere effettuata considerando tutti questi aspetti, strettamente peculiari per ogni realtà d’impresa.
In ogni caso, l’obiettivo rimane sempre lo stesso: ottimizzare la struttura organizzativa con il fine di ottenere un progressivo e costante miglioramento della produttività, legato a una sempre maggiore soddisfazione per il cliente.
Nel mercato di oggi, ormai globalizzato e fortemente digitalizzato, è di preponderante importanza poter contare su flussi produttivi e distributivi snelli ed efficienti, per affermare il proprio brand e combattere una competitività molto agguerrita, praticamente in ogni settore.
Per ottimizzare la propria presenza sul mercato nazionale e internazionale, è fondamentale anche che la Supply Chain Management sia pronta a modificarsi in base a nuove tendenze e/o innovazioni, sempre con il fine di raggiungere, e possibilmente anche superare, i propri obiettivi di business.
I passaggi fondamentali per una buona gestione della supply chain sono cinque:

Un buon modello di Supply Chain Management prevede in ogni caso che tutti i soggetti interessati da uno o più passaggi della catena distributiva, costituiscano insieme una rete collaborativa valida.
Per raggiungere ciò, si stanno sempre più affermando figure all’interno dell’aziende, specializzate proprio nella gestione della Supply Chain, che hanno il preciso compito di ottimizzare tutti i processi legati alla catena di distribuzione, compresa anche l’eventuale esternalizzazione di determinate attività, specialmente quelle logistiche.
Il Supply Chain Manager deve assicurarsi di questo, fornendo anche un’adeguata formazione con il fine di esprimere al meglio tutte le potenzialità riferite alle risorse dell’impresa e di individuare nuovi modelli strategici vincenti.
Tra le sue competenze non possono mancare:
Abbiamo visto come una Supply Chain Management vincente sia sempre più essenziale oggi per imprese che vogliano migliorare la loro presenza sui mercati e allargare il proprio business.
Noi di Octagona siamo da anni al fianco di imprese desiderose di crescere, e siamo pronti a offrirti la nostra consulenza e tutto il nostro supporto in merito.
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La Supply Chain Management è la gestione coordinata di tutte le attività che portano il prodotto finale sul mercato e lo consegnano al cliente. Serve a ottimizzare i costi, ridurre i tempi tra produzione e consegna e raggiungere un livello di produttività adeguato per restare competitivi nel proprio settore.
Le cinque fasi sono Planning, Sourcing, Manufacturing, Delivering e Returning. Si parte dalla pianificazione delle risorse necessarie, spesso con software ERP, poi si selezionano i fornitori, si trasforma la materia prima in prodotto finito, si consegna al cliente e infine si gestiscono assistenza e resi tramite la reverse logistics.
La reverse logistics, chiamata anche fase di Returning, riguarda l’assistenza sui prodotti e la gestione dei resi dei clienti. È importante perché un reso gestito male può ledere la reputazione dell’azienda e mettere in discussione tutto il lavoro svolto nelle fasi precedenti, dalla pianificazione alla consegna.
No, la supply chain va progettata sulle esigenze della singola impresa, in base alla sua dimensione e alla complessità del ciclo distributivo. Può essere molto corta, con collegamenti diretti tra fornitore, azienda e cliente finale, oppure articolata, con più risorse e soggetti coinvolti. L’obiettivo resta sempre migliorare produttività e soddisfazione del cliente.
Il Supply Chain Manager deve saper analizzare il rapporto costi-benefici di ogni canale distributivo, progettare i flussi della merce dalle materie prime alla consegna e gestire il magazzino. Deve inoltre definire obiettivi di miglioramento, monitorare le prestazioni, formare il personale e integrare il marketing aziendale con la catena distributiva.
In un mercato globalizzato e digitalizzato la concorrenza è molto aggressiva in quasi ogni settore, quindi servono flussi produttivi e distributivi snelli ed efficienti. Una supply chain capace di modificarsi in base a nuove tendenze e innovazioni aiuta l’impresa ad affermare il brand e a raggiungere, o superare, i propri obiettivi di business sui mercati nazionali e internazionali.
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