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Vantaggi dell’internazionalizzazione di impresa: perché la tua azienda dovrebbe espandersi all’estero?

Vantaggi dell’internazionalizzazione di impresa: perché la tua azienda dovrebbe espandersi all’estero?

TLDR
  • Le imprese italiane più orientate all’export hanno retto meglio inflazione e difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, con mercati attrattivi come Germania ed Emirati Arabi Uniti.
  • Esportare allarga la base di mercato: quando le vendite estere non incidono sui costi fissi, aumentano la redditività complessiva dell’azienda.
  • L’internazionalizzazione diversifica il rischio, riducendo la dipendenza da un solo mercato e compensando eventuali difficoltà del mercato domestico.
  • Operare all’estero rafforza brand awareness, reputazione e vantaggio competitivo, e i mercati-trampolino come ASEAN e Paesi del Golfo aprono bacini di consumo vicini.
  • Prima di scegliere mercato e strategia conviene verificare vantaggio competitivo, adattabilità del prodotto, risorse disponibili e capacità di sostenere una domanda estera continuativa.
Indice

Stiamo vivendo un momento storico caratterizzato da profondi cambiamenti e al contempo da incredibili opportunità. In questa fase le imprese italiane fortemente orientate all’export hanno reagito meglio e hanno subito meno i contraccolpi dell’inflazione e delle difficoltà di approvvigionamento di materie prime. Da tempo i numeri dell’export italiano sottolineano che l’internazionalizzazione d’impresa è una fonte ricca di opportunità, come quelle rappresentate dall’attrattività di Paesi come Germania ed Emirati Arabi Uniti. 

Ma quali sono i reali vantaggi di fare internazionalizzazione d’impresa? Scopri come la tua azienda può aumentare fatturati e profitti tramite una maggiore presenza sui mercati internazionali in questo articolo.

I vantaggi dell’internazionalizzazione d’impresa

Intraprendere un’attività di esportazione o fare internazionalizzazione d’impresa può diventare una ricca fonte di opportunità per il tuo business. Vendere all’estero consente infatti di aumentare le opportunità di sviluppo e prosperità. Alcuni vantaggi sono facilmente individuabili e riguardano i risultati ottenibili nel breve e medio periodo in termini di volume d’affari. Altri sono meno immediati, ma altrettanto importanti: si riferiscono allo sviluppo dell’azienda sul medio – lungo periodo, all’aumento della sua competitività e della possibilità di costruire un concreto vantaggio competitivo sulla concorrenza. Ma quali sono nel dettaglio i reali vantaggi dell’internazionalizzazione d’impresa? 

Aumento del giro di affari

È il vantaggio più ovvio e immediato: esportando, un’azienda allarga conseguentemente la propria base di mercato. Quando le vendite aggiuntive ottenute all’estero assumono una dimensione tale da non incidere sui costi fissi, allora tali vendite determinano un incremento della redditività complessiva dell’azienda. Infine, quando l’attività all’estero prenderà piede e non sarà solamente una sezione marginale tra le attività dell’azienda, quest’ultima intraprenderà un processo di crescita in termini di dimensioni, supportata dalla crescita della base di mercato.

Diversificazione del rischio

L’internazionalizzazione d’impresa, e più in generale l’export, riduce la dipendenza da un unico mercato, consentendo di compensare altrove una situazione difficile o economicamente non efficiente sul mercato domestico. Non solo: nessuna azienda può pensare di limitarsi per sempre al proprio mercato di riferimento, perché nell’attuale contesto economico le cose possono cambiare molto rapidamente. Se non siamo noi a competere sui mercati esteri, prima o poi saranno le imprese straniere a venire a farci concorrenza sul mercato italiano. L’esperienza della competizione sul mercato internazionale, accuratamente progettata e gestita nelle migliori condizioni, consente alle aziende di costruirsi i mezzi finanziari e le competenze manageriali, per competere con i concorrenti stranieri anche sul mercato domestico.

Rafforzamento di brand awareness e di reputazione aziendale

La presenza dei tuoi prodotti in diversi mercati ha come inevitabile conseguenza che molte più persone verranno in contatto con il tuo brand, imparando a riconoscerlo e a fidelizzarsi. La presenza internazionale ti conferirà, inoltre, l’immagine di un marchio forte e stabile con effetti positivi anche nel mercato di origine. In altre parole, vendere sui mercati internazionali permette a un’azienda di portare al livello successivo la propria storia e i suoi risultati, portando un innegabile vantaggio economico e sociale per i suoi stakeholder.

Miglioramento del vantaggio competitivo

Le competenze e le risorse acquisite all’estero possono tradursi in un significativo vantaggio sui concorrenti che invece scelgono di rinunciare alle opportunità dell’export. Operare all’estero significa infatti interagire con nuove realtà e apprendere nuove modalità operative: si tratta di un’opportunità preziosa per ampliare i propri orizzonti. Un’esperienza all’estero regala gli strumenti per essere competitivi in un contesto internazionale: la scelta di aprire una strada su un nuovo mercato estero, magari geograficamente strategico, può fare di quel mercato la base per esportare in bacini di consumo vicini e molto vasti. Si tratta di mercati-trampolino, spesso agevolati da accordi regionali di libero scambio, come ad esempio l’Area ASEAN o i Paesi del Golfo.

La checklist per fare la differenza nell’internazionalizzazione d’impresa

Ora che hai scoperto quali sono i vantaggi dell’internazionalizzazione d’impresa, il prossimo passo è comprendere quali sono i tuoi migliori elementi sul quale puntare per vendere all’estero. Nel dettaglio, abbiamo riportato una checklist di domande che devi porti prima di partire alla scelta di un mercato target e di una strategia d’internazionalizzazione. Oppure, se preferisci, puoi anche confrontare i fattori critici di successo di internazionalizzazione con le caratteristiche della tua azienda.

  • Quale vantaggio competitivo ha la tua azienda sui concorrenti?
  • Quali fattori del tuo prodotto o servizio, e della tua azienda, potrebbero determinare il successo di una vendita all’estero?
  • Il prodotto o servizio offerto si sposa con le richieste normative, culturali ed economiche del Paese sul quale vorresti essere presente? È possibile modificarlo per adattarlo a queste richieste, qualora fosse necessario?
  • Quali risorse di marketing, tecniche, tecnologiche, finanziarie sono necessarie? Sono disponibili internamente, e in che misura?
  • Che ritorno ti aspetti nel medio e lungo periodo? La tua azienda ha le capacità per fare fronte a una nuova domanda proveniente dall’estero in modo continuativo?

Conclusioni sui vantaggi dell’internazionalizzazione d’impresa

Il mercato odierno, sempre più globalizzato e connesso, è pieno di opportunità di sviluppo per le imprese italiane. La digitalizzazione, le filiere globali, lo sviluppo di nuove tecnologie hanno eliminato molti ostacoli al commercio internazionale riducendo i costi di trasporto e favorendo uno scambio di informazioni e conoscenze mai visto prima aumentando i benefici dell’export.

La conseguenza principale di questo processo è quella di aver permesso anche alle piccole e medie imprese di potersi avventurare oltre i mercati più noti. Ora che hai scoperto quali sono i vantaggi dell’internazionalizzazione, hai compreso come esportare all’estero può dunque essere la scelta vincente nel 2023 per dare nuovo impulso al futuro del tuo business: un percorso sicuro in tempi incerti, per la possibilità di consolidare la propria crescita sia in termini di profitti che di riconoscibilità del proprio brand.

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Domande frequenti

Quali sono i principali vantaggi dell’internazionalizzazione di impresa per una PMI italiana?

I principali vantaggi sono quattro: aumento del giro d’affari, diversificazione del rischio, rafforzamento di brand awareness e reputazione, miglioramento del vantaggio competitivo. I primi si vedono nel breve e medio periodo in termini di volumi di vendita, gli altri riguardano la crescita, la competitività e le competenze manageriali nel medio-lungo periodo.

In che modo esportare aumenta la redditività di un’azienda?

Esportare amplia la base di mercato e, quando le vendite aggiuntive all’estero non fanno crescere i costi fissi, aumenta la redditività complessiva. Se poi l’attività estera smette di essere marginale e diventa parte rilevante del business, l’azienda avvia un percorso di crescita dimensionale sostenuto dall’allargamento del mercato di riferimento.

Come aiuta l’internazionalizzazione a diversificare il rischio d’impresa?

L’internazionalizzazione riduce la dipendenza da un unico mercato, perché permette di compensare all’estero una fase difficile o poco efficiente del mercato domestico. Inoltre, competere sui mercati internazionali fa maturare mezzi finanziari e competenze manageriali utili a fronteggiare anche i concorrenti stranieri che arrivano sul mercato italiano.

Che cosa sono i mercati-trampolino e perché sono utili per l’export?

I mercati-trampolino sono Paesi, spesso geograficamente strategici, da cui si possono raggiungere bacini di consumo vicini e molto vasti. Sono agevolati da accordi regionali di libero scambio, come l’Area ASEAN o i Paesi del Golfo. Aprire un mercato di questo tipo permette di esportare anche nelle aree confinanti.

Come migliora la reputazione del brand vendere sui mercati esteri?

Vendere in più mercati fa entrare in contatto con il marchio molte più persone, che imparano a riconoscerlo e a fidelizzarsi. La presenza internazionale trasmette l’immagine di un brand forte e stabile, con effetti positivi anche sul mercato di origine e vantaggi economici e sociali per gli stakeholder dell’azienda.

Quali domande devo pormi prima di scegliere un mercato estero e una strategia di internazionalizzazione?

Prima di partire conviene chiedersi quale vantaggio competitivo si abbia sui concorrenti e quali fattori del prodotto possano favorire le vendite estere. Bisogna verificare la compatibilità con requisiti normativi, culturali ed economici del Paese e le risorse necessarie. Infine va valutato il ritorno atteso e la capacità di servire una domanda continuativa.

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