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Corea del Sud: vola l’export italiano di beni di consumo

Corea del Sud: vola l’export italiano di beni di consumo

In un mondo sempre più globalizzato, la Corea del Sud e l’Italia sono unite da una connessione che va oltre le differenze geografiche e culturali: l’apprezzamento per i beni di consumo Made in Italy. Un’affinità che ha trasformato i prodotti italiani in veri e propri must-have tra i consumatori sudcoreani grazie alla loro reputazione di qualità, artigianalità e stile senza tempo, dando vita a un fenomeno di importazione dal Belpaese in costante crescita.

In Corea del Sud, questo concetto ha trovato terreno fertile: a fine 2022, la Corea del Sud è il terzo mercato di sbocco dell’export italiano in Asia, dietro a Cina e Giappone, per un valore di oltre 7 miliardi di euro esportati nel 2022. Tanto che l’interscambio tra la Corea del Sud e l’Italia è costantemente cresciuto negli ultimi 10 anni con l’eccezione del 2020, quando si è contratto del 3,5%, raggiungendo il valore record di 13,1 miliardi di euro nel 2022. Come detto, a crescere è soprattutto l’export, che nel 2022 ha confermato una bilancia commerciale saldamente in attivo per la Penisola, con un surplus di oltre un miliardo di dollari, il migliore tra i paesi dell’Unione Europea dopo la Germania.

In questo senso, diversi settori del Made in Italy hanno vissuto un vero e proprio boom per l’export italiano in Corea del Sud negli ultimi anni: eccoli presentati nel dettaglio di seguito.

 

 

Export italiano di abbigliamento di sempre più apprezzato

 

Uno dei settori in cui l’Italia ha avuto un successo straordinario in Corea del Sud è l’abbigliamento. Marchi italiani come Gucci, Prada, e Versace sono diventati sinonimo di eleganza e stile tra i consumatori sudcoreani. Proprio l’alta moda e il lusso hanno rappresentato oltre il 40% delle esportazioni totali di Made in Italy nel Paese, con una crescita del 24% nel biennio 2021-22.

Le dimensioni del mercato coreano della moda sono stimate a 33,9 miliardi di euro nel 2022 con una crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. Il mercato del solo abbigliamento (esclusi gli accessori come calzature e borse) ammonta a 25,1 miliardi di euro. Le calzature ammontano a circa 5,36 miliardi di euro, per una crescita rispetto al 2021 del 5,3%, mentre la pelletteria rimane stabile, pari a circa 2,14 miliardi di euro.

In Asia, Seoul è considerata un fashion hub e città leader nelle ultime tendenze in fatto di moda. Le firme più importanti della moda cercano di trarne profitto, avvantaggiandosi anche della popolarità della cultura “Pop” della Corea (nota internazionalmente come HALLIYU), che conta su numerosi seguaci a livello internazionale e agisce da potente mezzo di diffusione dei nuovi trend.

 

La Cucina Italiana come esperienza culturale

 

La cucina italiana è da tempo un pilastro della cultura alimentare in Corea del Sud. Dai piatti di pasta e pizza alle prelibatezze come il gelato e il caffè espresso, il cibo italiano è amato da giovani e anziani. Molti ristoranti italiani gestiti da chef italiani si sono stabiliti in Corea del Sud, offrendo autentiche esperienze culinarie italiane. Il vino italiano, che ha recentemente segnato un nuovo record di export nel Paese è un altro punto di forza, con una crescente popolarità tra i consumatori coreani. I vini italiani, rinomati per la loro qualità e varietà, sono sempre più richiesti in ristoranti e enoteche di tutto il paese. Inoltre di recente, grazie ai turisti che sempre più numerosi hanno provato la vera cucina italiana durante un viaggio nel nostro Paese, sta aumentando l’esigenza di ricette originali.

Ancora più rilevante è il dato relativo al tasso di autosufficienza alimentare: attualmente attestatosi sul 45,8%, è in progressivo calo dagli anni ’90, quando superava il 70%. In questo contesto, si dealineano dunque ampie possibilità di inserimento per le aziende italiane alimentari, in particolare per quanto riguarda i prodotti di farina, proveniente nella sua quasi totalità dall’estero. È così che le importazioni coreane di alimentari dall’Italia nel 2022 hanno toccato 500 milioni di euro, attestando l’Italia come ventunesimo paese fornitore. Quando si vanno tuttavia ad analizzare i principali prodotti agroalimentari (olio d’oliva, pasta, formaggi, caffè, ecc) del Made in Italy, l’Italia raggiunge in molti casi le prime tre posizioni con quote di mercato ben più significative.

 

Prodotti per la cura della pelle: la bellezza all’italiana

 

L’attenzione italiana per la bellezza e la cura della pelle è ben conosciuta in Corea del Sud, famosa per la sua industria della bellezza avanzata. I prodotti per la cura della pelle italiani sono diventati una scelta popolare tra i consumatori coreani che cercano risultati efficaci e duraturi.

Una delle ragioni principali di questa popolarità è la reputazione della cosmetica italiana per la qualità degli ingredienti utilizzati nei suoi prodotti. Molte aziende italiane si affidano a ingredienti naturali, come l’olio d’oliva, l’estratto di lavanda, l’acqua termale e il miele, per creare prodotti che nutrono la pelle in profondità e la mantengono in salute.

Inoltre, l’Italia è conosciuta per la sua ricerca avanzata nel settore della dermatologia e della cosmetologia. Questo ha portato alla creazione di formulazioni innovative e scientificamente testate che affrontano una vasta gamma di problemi cutanei, dall’acne all’invecchiamento.

 

Quali sviluppi futuri per l’export in Corea del Sud?

 

Il fenomeno dell’attrattività dell’export italiano di beni di consumo in Corea del Sud è in continua crescita e promette di avere un impatto positivo sul commercio tra i due paesi. Le opportunità per le aziende italiane di espandersi in Corea del Sud sono numerose, e viceversa, i consumatori sudcoreani continuano a dimostrare un forte interesse per ciò che l’Italia ha da offrire.

In conclusione, l’Italia ha conquistato il cuore dei consumatori coreani grazie alla sua reputazione di qualità, stile e artigianalità. Questo affetto reciproco ha creato un legame unico tra i due paesi, che si traduce in un continuo scambio di beni e culture. Con la promessa di ulteriori collaborazioni e investimenti, le imprese italiane impegnate in questi settori possono trarre ottimi profitti dalle relazioni commerciali con le controparti coreane.

 

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