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Export: se non ora, quando?

Export: se non ora, quando?

TLDR
  • Secondo i dati Istat di aprile 2022, a febbraio 2022 l’export italiano è cresciuto del 22,7% su base annua, con l’UE a +24,0% e l’extra UE a +21,1%.
  • Nel 2021 le esportazioni Made in Italy hanno superato i 500 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato per l’Italia.
  • L’export digitale è cresciuto del 15% sul 2020: il B2C ha toccato 15,5 miliardi di euro, il 9% dell’export complessivo.
  • L’export digitale B2B ha raggiunto 146 miliardi di euro nel 2021, oltre i 134 miliardi del 2019 e con un’incidenza del 28,3%.
  • La domanda di Made in Italy è molto alta ma rallenterà: secondo Octagona, chi investe subito sull’export otterrà il massimo vantaggio.

Export e Made in Italy sono da sempre una risorsa imprescindibile per l’economia italiana. Negli anni, infatti, hanno svolto un ruolo cruciale come acceleratore della crescita e dello sviluppo del nostro tessuto imprenditoriale, dimostrandosi un motore fondamentale per la competitività del Sistema Paese.

Lo diciamo da diversi mesi e i dati continuano a testimoniarlo: con le restrizioni da Covid ormai alle spalle, l’export italiano è, in questo momento storico, più forte che mai.

Le imprese della penisola devono credere nella possibilità di incrementare i propri fatturati, esplorare nuovi mercati e creare profitti. Le opportunità sono tantissime, la maggior parte delle aziende che stanno investendo sull’export ottengono ritorni favorevoli.

Non vuole essere un ultimatum ma sicuramente, come succede spesso in queste situazioni, “chi prima arriva, meglio alloggia”. Il mercato è estremamente recettivo e la richiesta del Made in Italy continua a crescere ma questa situazione, prima o poi, inizierà a rallentare e solo chi parte subito ne trarrà massimo vantaggio.

I numeri dell’export italiano (dati Istat di aprile 2022):

– +5,8%: incremento per l’export italiano tra dicembre 2021 e febbraio 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;

– +22,7%: crescita su base annua dell’export a febbraio 2022, con un forte aumento delle vendite sia verso l’area UE (+24,0%) sia verso i mercati extra UE (+21,1%);

– Sostanze e prodotti chimici Made in Italy hanno visto l’incremento maggiore (+34,1%), seguiti da metalli di base e prodotti in metallo (+24,4%) e da prodotti alimentari e bevande (+23,1%);

– Su base annua, i Paesi che hanno contribuito maggiormente all’incremento dell’export Made in Italy sono stati Spagna (+33,3%), Stati Uniti (+24,4%), Germania (21,3%) e Francia (+16,0%).

Il record del Digital Export

Ricordiamo inoltre come il 2021 sia stato un anno record per le esportazioni made in Italy, che hanno superato la soglia dei 500 miliardi di euro, facendo registrare il più alto livello di export mai osservato prima d’ora per il nostro Paese.

A giocare un ruolo decisivo nella ripresa della vendita dei prodotti all’estero è stato il digitale, che è cresciuto del 15% rispetto al 2020 sia per quanto riguarda i beni di consumo (B2C, Business to Consumer) sia per quelli destinati alle imprese (B2B, Business to Business).

L’export digitale di beni di consumo diretto (quindi tramite sito internet proprio, marketplace o siti di vendite private) o intermediato (attraverso retailer online) ha toccato il valore di 15,5 miliardi di euro durante lo scorso anno, raggiungendo un peso pari al 9% delle esportazioni complessive in Italia. Il settore più importante è il fashion, che con un valore di 8,6 miliardi di euro (+20% sul 2020) detiene una quota del 56% del mercato complessivo dell’export digitale B2C.

Al secondo posto si trova il food & beverage, con il 14% del totale, che prosegue la sua crescita (+10%), ma rallenta dopo l’exploit dell’anno precedente (+46% nel 2020). Sul terzo gradino del podio si posiziona invece il comparto dell’arredamento, che con i suoi 1,2 miliardi di valore, pari al 7% delle esportazioni online complessive di beni di consumo, fa segnare un aumento del 12% rispetto al 2020.

Per quanto riguarda l’export digitale B2B (tramite canali come EDI o Web EDI, Extranet, Marketplace), la cui incidenza sulle esportazioni complessive di prodotti è del 28,3% nel 2021, il valore raggiunto è di 146 miliardi di euro, un dato addirittura sopra i livelli pre-Covid (134 miliardi nel 2019).

La filiera con i numeri migliori è quella dell’automotive (33 miliardi di valore e un peso del 22,6% sul totale delle esportazioni digitali B2B), che ha fatto registrare una crescita del 40%, arrivando vicino a doppiare quella dell’export complessivo (+22,6%).

Seguono poi il tessile e l’abbigliamento (con un’incidenza sul totale delle esportazioni B2B del 14,8%), la meccanica (10,8%), il largo consumo (6,9%), il materiale elettrico (4,8%) e l’elettronica (3,3%). L’unico settore B2B con un andamento negativo nell’export online è il farmaceutico (3,1% del mercato), che dopo il boom del 2020 (+66%) ha chiuso il 2021 con una flessione del 23%.

Domande frequenti

Quanto è cresciuto l’export italiano nel 2022 secondo i dati Istat e in quali settori?

A febbraio 2022 l’export italiano è cresciuto del 22,7% su base annua, secondo i dati Istat di aprile 2022. Le vendite sono aumentate sia verso l’UE (+24,0%) sia verso l’extra UE (+21,1%). I settori migliori sono stati sostanze e prodotti chimici (+34,1%), metalli di base (+24,4%) e alimentari e bevande (+23,1%).

Quali Paesi hanno contribuito di più alla crescita dell’export Made in Italy a febbraio 2022?

Su base annua, i Paesi che hanno trainato maggiormente l’export Made in Italy a febbraio 2022 sono stati la Spagna (+33,3%), gli Stati Uniti (+24,4%), la Germania (+21,3%) e la Francia (+16,0%). I dati arrivano da Istat e mostrano una domanda forte sia in Europa sia negli Stati Uniti.

Quanto valeva l’export italiano nel 2021 e perché è stato un anno record?

Nel 2021 le esportazioni Made in Italy hanno superato i 500 miliardi di euro, il livello più alto mai osservato per l’Italia. La ripresa dopo le restrizioni Covid ha spinto le vendite all’estero, e il digitale ha avuto un ruolo decisivo, con una crescita del 15% rispetto al 2020.

Quanto vale l’export digitale B2C italiano e quali sono i settori principali?

L’export digitale B2C di beni di consumo ha toccato i 15,5 miliardi di euro nel 2021, pari al 9% delle esportazioni complessive italiane. Il fashion guida con 8,6 miliardi (+20%) e una quota del 56%. Seguono il food & beverage con il 14% (+10%) e l’arredamento con 1,2 miliardi (7%, +12%).

Quanto vale l’export digitale B2B italiano e quali filiere crescono di più?

L’export digitale B2B ha raggiunto 146 miliardi di euro nel 2021, il 28,3% delle esportazioni di prodotti e sopra i 134 miliardi del 2019. L’automotive è la filiera migliore, con 33 miliardi, un peso del 22,6% e una crescita del 40%. Il farmaceutico è l’unico settore in calo (-23%).

Perché per una PMI italiana conviene iniziare a esportare subito?

Conviene iniziare subito perché la richiesta di Made in Italy è molto alta e la maggior parte delle aziende che investono sull’export ottiene ritorni favorevoli. Questa fase di forte domanda prima o poi rallenterà, e chi parte ora potrà trarne il massimo vantaggio, secondo il principio del “chi prima arriva, meglio alloggia”.

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