In questa fase preliminare si struttura il progetto di internazionalizzazione. In altre parole, si verifica la struttura dell’azienda, individuando i propri punti di forza e le aree di miglioramento. Serve poi capire cosa si desidera ottenere, analizzando la propria capacità produttiva e commerciale, la propria struttura organizzativa, definendo quindi un budget di investimenti sul medio/lungo periodo e, naturalmente, delle aspettative di ritorno. Infine, si definiscono le attività operative, si redige un piano di progetto e si condividono e validano i piani e il modello di business.
Il secondo step consiste nell’analisi del mercato target e del proprio prodotto. In questo senso, ha fondamentale importanza l’analisi di alcune variabili, quali il livello generale di importazioni nel Paese obiettivo. Un mercato con un livello di importazioni superiore a quello delle esportazioni rappresenta sicuramente un Paese più propenso a importare un dato prodotto, e dunque potenzialmente più interessante per la tua attività. Inoltre, il Paese sta crescendo economicamente e demograficamente, oppure sta vivendo una fase di stallo? È logico pensare che a una fase di crescita corrispondano prospettive future migliori, e questo potrebbe indicare un interesse per i prodotti del tuo settore anche negli anni a venire. Un’altra domanda da porsi riguarda il livello di apprezzamento del Made in Italy: analizzando i livelli di importazioni dall’Italia, potresti scoprire che i prodotti offerti dal tuo business sono altamente graditi in un Paese piuttosto che un altro. Infine, altro elemento di fondamentale importanza è poi la presenza dei dazi doganali, e più in generale la legislazione del Paese di destinazione. Considerare i requisiti di prodotto, le certificazioni richieste e i costi alla dogana è infatti un passaggio di fondamentale importanza.
In questa fase si considerano le possibili forme che consentono di sviluppare i rapporti di mercato con un altro Paese, e sono sostanzialmente di due tipi:
Infine, le ricerche sviluppate vengono raccolte in un unico documento finale che potrai consultare in ogni momento. Questo report sarà il punto di riferimento per mettere in atto le attività commerciali e di implementazione delle attività proposte precedentemente.
Grazie alle nostre capacità di costruire percorsi strutturati e di effettuare analisi, oltre all’essenziale abilità di avere visione dei mercati, applichiamo con ogni cliente ognuna di queste fasi negli oltre 900 progetti che abbiamo portato a termine con successo negli ultimi 20 anni, contribuendo alla crescita delle imprese italiane all’estero.
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Digital Export: perché è importante per la tua impresa?
Le fasi fondamentali sono quattro: kick-off, analisi di prodotto e di mercato, scelta della modalità di ingresso e redazione del Piano Export. Ogni tappa prepara la successiva: prima si valuta l’azienda, poi il mercato target, quindi si sceglie come entrare e infine si raccoglie tutto in un documento operativo.
Il kick-off è la fase preliminare in cui si struttura il progetto. Si verificano struttura aziendale, punti di forza e aree di miglioramento, si analizzano capacità produttiva, commerciale e organizzativa, si definisce un budget di investimenti a medio/lungo periodo con le aspettative di ritorno. Infine si redige il piano di progetto e si validano modello di business e attività operative.
Bisogna valutare il livello di importazioni del Paese rispetto alle esportazioni, la crescita economica e demografica, l’apprezzamento del Made in Italy misurato dalle importazioni dall’Italia e la presenza di dazi doganali. Contano anche legislazione locale, requisiti di prodotto, certificazioni richieste e costi di dogana, che incidono sulla reale convenienza dell’ingresso.
Un Paese con importazioni superiori alle esportazioni è generalmente più propenso ad acquistare prodotti dall’estero, quindi rappresenta un mercato potenzialmente più interessante per un dato prodotto. Questo indicatore va letto insieme alla crescita economica e demografica, che suggerisce se l’interesse per il tuo settore può mantenersi anche negli anni successivi.
Nella modalità diretta l’impresa è presente sul mercato estero senza intermediari: è la più efficace ma anche la più onerosa. Nella modalità indiretta si usano mediatori come i distributori, che gestiscono attività commerciale e post-vendita: costa meno ma è meno efficace. La scelta dipende da budget, obiettivi e struttura aziendale.
Il Piano Export è il documento finale che raccoglie le ricerche svolte nelle fasi precedenti: analisi aziendale, di prodotto e di mercato e modalità di ingresso. Resta consultabile in ogni momento e diventa il punto di riferimento per realizzare le attività commerciali e implementative proposte nel percorso di internazionalizzazione.
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