Octagona Srl/News/Rupia indiana: una straordinaria crescita richiede l’intervento della RBI?

Rupia indiana: una straordinaria crescita richiede l’intervento della RBI?

La RBI (Reserve Bank of India) si trova fra l’incudine e il martello: un’economia che cresce a ritmi incredibili (l’aumento del PIL è tra i primi a livello globale) e una rupia che continua ad aumentare il suo valore grazie ai volumi significativi di Investimenti Istituzionali Esteri (FII, Foreign Institutional Investor).

Soltanto quest’anno gli FII hanno iniettato nel mercato finanziario circa 20mld di dollari americani,  con un conseguente apprezzamento della Rupia di oltre l’8%. Questo aumento purtroppo coincide con l’attuale auspicata ripresa delle esportazioni, una coincidenza che potrebbe essere cruciale per la ripresa.

Molti Paesi emergenti si trovano oggi in condizioni simili: la possibilità di arbitraggio di interessi e un’importante crescita economica trasformano questi paesi in un magnete per gli investitori esteri. Proprio al fine di rinforzare le esportazioni, questi Paesi emergenti stanno ricorrendo ad una svalutazione della propria moneta.

Il Brasile, ad esempio, ha intrapreso una strada per il controllo dei capitali mentre la Cina continua a resistere alle pressioni Americane sull’apertura al mercato mondiale dello Yuan.

Alcuni esperti di finanza Indiani sostengono che l’interevento della RBI non tarderà ad arrivare ma che sarà necessario fare attenzione, non solo all’attività di Export, ma anche agli investimenti locali. L’apprezzamento della Rupia potrebbe creare una maggiore inflazione ma migliorerebbe tuttavia l’importazione di materie prime a costi ridotti, facilitando così l’attività di molte aziende straniere che stanno percorrendo la strada dell’investimento locale.

Tali supposizioni non sono pertanto da ritenersi come una regola alla quale la RBI deve attenersi strettamente: la crescita esponenziale della moneta Indiana non è altro che il risultato della una politica di sviluppo della RBI che potremmo definire “senza briglie”.

Gli analisti ritengono che l’ente centrale si sentirà presto obbligata a intervenire per “ripulire” il mercato dal dollaro, azione impervia per l’Istituzione con sede a Mumbai che dovrà al contempo combattere l’inflazione e tenere sotto controllo la apprezzamento della moneta Indiana.

Monica Palmas,  Alessandro Fichera

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