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Dal Kick-Off al Piano Export: come creare una strategia di internazionalizzazione vincente

Dal Kick-Off al Piano Export: come creare una strategia di internazionalizzazione vincente

TLDR
  • Il percorso di internazionalizzazione si articola in quattro tappe: kick-off, analisi di prodotto e di mercato, scelta della modalità di ingresso e redazione del Piano Export.
  • Il kick-off verifica punti di forza e aree di miglioramento dell’azienda e definisce budget di investimento a medio/lungo periodo e ritorno atteso.
  • Nell’analisi di mercato contano importazioni del Paese, crescita economica e demografica, apprezzamento del Made in Italy, dazi doganali, certificazioni e legislazione locale.
  • La modalità diretta di ingresso è la più efficace ma la più onerosa; quella indiretta, tramite distributori, costa meno ma è meno efficace.
  • Il Piano Export raccoglie tutte le ricerche in un unico documento di riferimento per le attività commerciali; Octagona ha completato oltre 900 progetti in 20 anni.
Indice

Kick-off

In questa fase preliminare si struttura il progetto di internazionalizzazione. In altre parole, si verifica la struttura dell’azienda, individuando i propri punti di forza e le aree di miglioramento. Serve poi capire cosa si desidera ottenere, analizzando la propria capacità produttiva e commerciale, la propria struttura organizzativa, definendo quindi un budget di investimenti sul medio/lungo periodo e, naturalmente, delle aspettative di ritorno. Infine, si definiscono le attività operative, si redige un piano di progetto e si condividono e validano i piani e il modello di business.

Analisi di prodotto e di mercato

Il secondo step consiste nell’analisi del mercato target e del proprio prodotto. In questo senso, ha fondamentale importanza l’analisi di alcune variabili, quali il livello generale di importazioni nel Paese obiettivo. Un mercato con un livello di importazioni superiore a quello delle esportazioni rappresenta sicuramente un Paese più propenso a importare un dato prodotto, e dunque potenzialmente più interessante per la tua attività. Inoltre, il Paese sta crescendo economicamente e demograficamente, oppure sta vivendo una fase di stallo? È logico pensare che a una fase di crescita corrispondano prospettive future migliori, e questo potrebbe indicare un interesse per i prodotti del tuo settore anche negli anni a venire. Un’altra domanda da porsi riguarda il livello di apprezzamento del Made in Italy: analizzando i livelli di importazioni dall’Italia, potresti scoprire che i prodotti offerti dal tuo business sono altamente graditi in un Paese piuttosto che un altro. Infine, altro elemento di fondamentale importanza è poi la presenza dei dazi doganali, e più in generale la legislazione del Paese di destinazione. Considerare i requisiti di prodotto, le certificazioni richieste e i costi alla dogana è infatti un passaggio di fondamentale importanza.

Modalità di ingresso

In questa fase si considerano le possibili forme che consentono di sviluppare i rapporti di mercato con un altro Paese, e sono sostanzialmente di due tipi:

  • Modalità diretta: quando la presenza sui mercati esteri è svolta senza mediazioni. Si tratta della metodologia efficace per eccellenza, ma anche della più onerosa;
  • Modalità indiretta: quando la presenza sui mercati esteri è svolta con mediazioni. Si tratta di una metodologia meno efficace ma anche meno onerosa, che delega l’attività commerciale e di post-vendita a soggetti terzi, come i distributori.

Piano Export

Infine, le ricerche sviluppate vengono raccolte in un unico documento finale che potrai consultare in ogni momento. Questo report sarà il punto di riferimento per mettere in atto le attività commerciali e di implementazione delle attività proposte precedentemente.

Conclusioni

Grazie alle nostre capacità di costruire percorsi strutturati e di effettuare analisi, oltre all’essenziale abilità di avere visione dei mercati, applichiamo con ogni cliente ognuna di queste fasi negli oltre 900 progetti che abbiamo portato a termine con successo negli ultimi 20 anni, contribuendo alla crescita delle imprese italiane all’estero. 

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Domande frequenti

Quali sono le fasi principali per costruire una strategia di internazionalizzazione per un’impresa italiana?

Le fasi fondamentali sono quattro: kick-off, analisi di prodotto e di mercato, scelta della modalità di ingresso e redazione del Piano Export. Ogni tappa prepara la successiva: prima si valuta l’azienda, poi il mercato target, quindi si sceglie come entrare e infine si raccoglie tutto in un documento operativo.

Che cosa si fa nella fase di kick-off di un progetto di internazionalizzazione?

Il kick-off è la fase preliminare in cui si struttura il progetto. Si verificano struttura aziendale, punti di forza e aree di miglioramento, si analizzano capacità produttiva, commerciale e organizzativa, si definisce un budget di investimenti a medio/lungo periodo con le aspettative di ritorno. Infine si redige il piano di progetto e si validano modello di business e attività operative.

Quali variabili bisogna analizzare per scegliere il mercato estero giusto per il mio prodotto?

Bisogna valutare il livello di importazioni del Paese rispetto alle esportazioni, la crescita economica e demografica, l’apprezzamento del Made in Italy misurato dalle importazioni dall’Italia e la presenza di dazi doganali. Contano anche legislazione locale, requisiti di prodotto, certificazioni richieste e costi di dogana, che incidono sulla reale convenienza dell’ingresso.

Perché un Paese che importa più di quanto esporta può essere interessante per l’export?

Un Paese con importazioni superiori alle esportazioni è generalmente più propenso ad acquistare prodotti dall’estero, quindi rappresenta un mercato potenzialmente più interessante per un dato prodotto. Questo indicatore va letto insieme alla crescita economica e demografica, che suggerisce se l’interesse per il tuo settore può mantenersi anche negli anni successivi.

Qual è la differenza tra modalità di ingresso diretta e indiretta sui mercati esteri?

Nella modalità diretta l’impresa è presente sul mercato estero senza intermediari: è la più efficace ma anche la più onerosa. Nella modalità indiretta si usano mediatori come i distributori, che gestiscono attività commerciale e post-vendita: costa meno ma è meno efficace. La scelta dipende da budget, obiettivi e struttura aziendale.

Che cos’è il Piano Export e a cosa serve?

Il Piano Export è il documento finale che raccoglie le ricerche svolte nelle fasi precedenti: analisi aziendale, di prodotto e di mercato e modalità di ingresso. Resta consultabile in ogni momento e diventa il punto di riferimento per realizzare le attività commerciali e implementative proposte nel percorso di internazionalizzazione.

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