Oggi presentiamo l’opportunità nel mercato indiano: un Paese che non può più rappresentare solo un’opzione nelle strategie di espansione delle PMI italiane, ma un percorso quasi obbligato per la continuità di profitti che sa offrire.
Con 1,25 miliardi di abitanti l’India è il secondo stato più popoloso del mondo, e dopo aver sofferto un calo del PIL di circa il 6% nel 2020, nel 2021 è rimbalzato del +9,5%, per poi mantenere una crescita quasi costante tra il 6% e 7% nel 2022 e 2023. Per quanto riguarda le previsioni per il 2024, il dato è positivo ed di un +6% del PIL. La sempre più ampia classe media gode dunque di una maggiore capacità di spesa rispetto al passato, favorendo l’interesse nei confronti di brand internazionali.
Non solo: l’India è anche un Paese che sta vivendo uno sviluppo digitale davvero interessante. Per quest’anno si prevede che gli utenti internet raggiungeranno gli 840 milioni di persone, cifra raddoppiata rispetto solamente a quattro anni fa (nel 2017 erano 422 milioni di persone).
Inoltre, il flusso dell’import supera di gran lunga il flusso di export, con 334 miliardi, l’India occupa il 18esimo posto tra i più grandi paesi importatori a livello globale. Per chi volesse vendere i propri beni all’estero, l’India rappresenta un buon partner commerciale. Le imprese italiane dovrebbero guardare di buon occhio questo Stato, perché offre grandi possibilità per accrescere il proprio business.
Al primo posto per l’export italiano verso l’India troviamo il settore delle apparecchiature e dei macchinari, con un valore di scambio superiore ad un miliardo di euro. Questo settore rappresenta il 40% delle esportazioni italiane e ha contribuito a creare in India un vero e proprio hub tecnologico e manifatturiero.
Sul podio è presente il settore della produzione di carta, con un valore totale di 120 milioni di euro.
Al terzo posto infine si qualifica il settore farmaceutico e di preparati medici vari (integratori, cosmetica funzionale e prodotti omeopatici) con un valore di 114 milioni di euro.
Questi numeri evidenziano un forte trend: l’India sta vivendo un periodo di espansione e i prodotti Made in Italy sono già quelli più apprezzati. La strada è già tracciata e pronta da essere percorsa.
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L’India è interessante perché unisce crescita economica, grande popolazione e forte domanda di beni importati. Il PIL è rimbalzato del 9,5% nel 2021 e ha mantenuto una crescita tra il 6% e il 7% nel 2022 e 2023. Con 1,25 miliardi di abitanti e una classe media in espansione, cresce l’interesse per i brand internazionali.
Il PIL indiano è calato di circa il 6% nel 2020 a causa del Covid, poi è salito del 9,5% nel 2021. Nel 2022 e 2023 la crescita è rimasta quasi costante tra il 6% e il 7%. Per il 2024 la previsione è positiva, con un aumento di circa il 6%.
Il primo settore per l’export italiano verso l’India è quello di apparecchiature e macchinari, con scambi superiori a un miliardo di euro e circa il 40% delle esportazioni italiane. Al secondo posto c’è la produzione di carta con 120 milioni di euro, al terzo il farmaceutico e i preparati medici con 114 milioni.
L’India è il 18esimo Paese importatore a livello globale, con importazioni pari a 334 miliardi. Il flusso di import supera di gran lunga quello di export, il che rende il Paese un partner commerciale favorevole per le imprese straniere che vogliono vendere i propri beni all’estero.
Il digitale indiano è in forte espansione: si prevede che gli utenti internet arrivino a 840 milioni, quasi il doppio dei 422 milioni registrati nel 2017. Questa crescita amplia il pubblico raggiungibile online e favorisce il digital export e l’e-commerce per le aziende italiane che puntano al mercato indiano.
Una PMI può entrare in India affidandosi a una società di consulenza con esperienza e presenza locale. Octagona ha portato a termine 750 progetti di internazionalizzazione in quasi 20 anni e dispone di un team a New Delhi, che ha aiutato molte aziende a iniziare da zero nel mercato indiano.
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