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Le nuove misure del Budget in India

Il navigato ministro delle Finanze Indiano, Pranab Mukherjee, ha presentato il Budget (strumento programmatico del Governo Indiano che definisce le politiche di sviluppo tracciate per il breve medio periodo, si tratta di un equivalente della nostra finanziaria) per il prossimo anno finanziario 2011/12.

Diversi gli obiettivi prefissati: il rafforzamento ed il consolidamento della crescita del Paese che dovrà avvenire in maniera più bilanciata, il contenimento del deficit pubblico, il supporto alle classi sociali più deboli, l’aumento delle entrate fiscali. In base al nuovo Budget, Mukherjee ha previsto una crescita del PIL superiore al 9% per il 2011/2012, ed un ridimensionamento del deficit dal 5.1% di quest’anno al 4.6%, soprattutto grazie alle entrate fiscali. Il Ministro Indiano ha inoltre ipotizzato un piano di indebitamento inferiore alle previsioni, grazie ad un contenimento del deficit a tassi sempre più bassi per i prossimi 3 anni.

Il Governo, per la crescita dell’economia Indiana, punta soprattutto sulla crescita del comparto agricolo e di quello infrastrutturale. Una crescita sostenibile deve basarsi soprattutto su questi due settori considerati di vitale importanza per l’economia del Paese: un miglioramento della produzione agricola e delle infrastrutture migliorerebbe la produttività del Paese nel medio e lungo termine, garantendo una riduzione dell’inflazione.

Nello specifico, per dare impulso al settore agricolo (per rendersi conto della gravità del problema, basti pensare che sul fronte alimentare l’inflazione raggiunge la doppia cifra) il Governo ha messo a punto il RKVY (Rashtriya Krishi Vikas Yojana, ovvero National Agriculture Development Programme), piano di primaria importanza nel Budget, il cui fine è garantire acquisti di cereali a basso prezzo ai più poveri attraverso lo stanziamento di una cifra pari a 78.6 miliardi di Rupie Indiane (1.3  miliardi di Euro) rispetto ai 67.5 del 2010/11. In India circa 450 milioni di indiani vivono sotto la soglia di povertà con poco più di un dollaro al giorno: le misure intraprese intendono dunque aiutare le fasce meno abbienti della popolazione grazie ad un aumento della spesa sociale del 17% e ad una serie di prestiti agevolati per l’agricoltura. A tal fine, il Governo prevede di attirare investimenti di capitale per il miglioramento di tale industria e rafforzare l’industria della conservazione degli alimenti.

Altro obiettivo di New Delhi, il miglioramento delle infrastrutture, settore ritenuto assolutamente imprescindibile e destinato a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo del Paese e della sua crescita economica. La somma stanziata equivale a 2.140 mila miliardi di Rupie Indiane (35.6 miliardi di Euro), superiore del 23,3% rispetto a quella destinata al settore nel 2010-11. Tale cifra rappresenta il 48,5% al lordo delle spese previste dal Budget. Il Governo intende attrarre investimenti nel settore, incentivando i capitali privati stranieri per una più rapida esecuzione dei progetti. Per incentivare gli investitori esteri, è stata ridotta la tassa con pagamento di interessi sui prestiti di questi fondi, a un tasso del 5% rispetto al 20% attuale.

Gli investimenti riguardano anche il settore bancario, del cemento, del petrolio, dell’energia, delle automobili, della farmaceutica, dell’educazione (per cui è stato investito il 24,5% in più rispetto all’anno passato), del settore finanziario (sono state introdotte alcune modifiche del Banking Regulatory Act per l’emissione di nuove licenze per le banche). Le altre misure prevedono inoltre un aumento dei FII (Foreign Institutional Investor) da 5 a 25 miliardi di USD (18 miliardi di Euro), che potranno essere anche investiti in obbligazioni non quotate in borsa per un periodo di tre anni: tale misura è volta soprattutto a facilitare il processo di liberalizzazione degli FDI (Foreign Direct Investment).

Il Budget inoltre intende favorire e migliorare l’efficienza delle esportazioni e dal punto di vista fiscale le novità riguarderanno l’adozione di una Direct Tax Code che sarà effettiva a partire dal 1 aprile 2012, l’aumento della MAT (Minimum Alternative Tax) che è stata portata dal 18% al 18.5% ma che non presenta ripercussioni negative per l’aziende, e l’abbassamento della Corporate Tax dal 7.5% al 5%.

Manlio Urbano

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