Octagona Srl/Notizie di Internazionalizzazione/Trasferimento tecnologico in India: un modello efficace di internazionalizzazione
Trasferimento tecnologico in India: un modello efficace di internazionalizzazione

Trasferimento tecnologico in India: un modello efficace di internazionalizzazione

TLDR
  • Il trasferimento tecnologico è una terza via di ingresso in India, alternativa all’export semplice e alla costituzione di una società locale, e non richiede un’entità giuridica separata.
  • L’India è la sesta economia mondiale, con una crescita media del PIL del 6,1% annuo negli ultimi 10 anni secondo l’IMF.
  • Secondo il World Economic Forum, entro il 2030 oltre 140 milioni di famiglie indiane entreranno nella classe media, favorendo la domanda di brand italiani.
  • Il trasferimento di know how consente un primo accesso al mercato senza investimenti significativi e può preparare un successivo investimento diretto in India.
  • Moss srl, MecVel srl e Coveme spa hanno attivato una presenza in India con il supporto di Octagona, tramite accordi di trasferimento tecnologico e pratiche su licenze e brevetti.

Questa forma di collaborazione implica dunque un trasferimento di esperienze e informazioni dall’impresa italiana a quella indiana, evitando la costituzione di un’entità giuridica separata. Il trasferimento tecnologico può semplificare il processo di internazionalizzazione delle imprese nel breve periodo, se inserito però in una strategia a lungo termine.

Le azioni di trasferimento del know how permettono infatti un accesso iniziale nel mercato senza investimenti significativi e un primo sviluppo del brand, e possono servire come base per una successiva fase di investimento diretto nel Paese target.

Le aziende Indiane hanno una percezione estremamente positiva dell’efficienza e del know how “Made in Italy” e sono alla continua ricerca di nuove tecnologie. Ciò rappresenta sicuramente un punto di forza del trasferimento tecnologico, soprattutto in relazione all’ingresso nel mercato indiano da parte delle aziende Italiane. 

Esempi di trasferimento tecnologico in India

Esempio di successo targato Octagona è il caso di Moss srl, azienda di Reggio Emilia che dal 1967 progetta e produce macchine automatiche per le diverse tipologie di stampa applicate al packaging. L’azienda si è affidata ad Octagona per attivare una presenza diretta sul territorio indiano dando vita ad un accordo di trasferimento tecnologico con un partner che permetterà di produrre macchine in loco, aumentando in questo modo la competitività ed abbassando i costi sul Paese senza rinunciare alla qualità del prodotto.

Scopri il Case Study completo di Moss srl

Un altro esempio può essere quello di MecVel srl, azienda che si occupa della produzione e commercializzazione di attuatori lineari e martinetti meccanici: attraverso Octagona India, sono state gestite tutte le fasi di predisposizione della documentazione necessaria, delle pratiche burocratiche e di registrazione di licenze e brevetti per poter operare in tranquillità in India.

Scopri il Case Study completo di MecVel srl

Infine, segnaliamo il caso di Coveme spa, impresa impegnata nella produzione e commercializzazione di film plastici e isolanti elettrici e della trasformazione di film di poliestere. Gli obiettivi del progetto consistevano nell’attivare un presidio diretto in India, nel rafforzare la propria posizione in un nuovo mercato e di affiancare al meglio i propri clienti, offrendo loro le ultime innovazioni tecnologiche.

Scopri il Case Study completo di Coveme spa

Scopri i servizi di Octagona:

International Advisory

Temporary Export Manager

Digital Export

LEGGI ANCHE ALTRE NOTIZIE SULL’INDIA:

Il successo delle imprese italiane in India

L’India vieta l’utilizzo di plastica monouso: cosa cambia per le aziende esportatrici

Domande frequenti

Che cos’è il trasferimento tecnologico in India e come funziona per un’impresa italiana?

Il trasferimento tecnologico è un processo in più fasi con cui un’azienda italiana rende accessibili conoscenze, tecnologie, competenze e processi produttivi a un’impresa indiana, che li sviluppa per realizzare nuovi prodotti o servizi. Avviene tramite collaborazione con un partner locale, senza costituire un’entità giuridica separata in India.

Quali vantaggi ha il trasferimento tecnologico rispetto all’export diretto o alla costituzione di una società in India?

Il trasferimento tecnologico permette un accesso iniziale al mercato indiano senza investimenti significativi e un primo sviluppo del brand, evitando la costituzione di una società locale. È adatto alle PMI che cercano un approccio graduale e può essere la base per un successivo investimento diretto nel Paese.

Perché l’India è un mercato strategico per le aziende italiane con tecnologie innovative?

L’India è il secondo Paese più popoloso e la sesta economia mondiale, con una crescita media del PIL del 6,1% annuo negli ultimi 10 anni secondo l’IMF. Per il World Economic Forum, entro il 2030 oltre 140 milioni di famiglie entreranno nella classe media. Le aziende indiane, inoltre, apprezzano il know how Made in Italy.

Come si posiziona l’India per capacità di innovazione rispetto all’Italia?

Secondo il Global Innovation Index, l’India è al 40° posto per capacità di innovazione, mentre l’Italia è al 28°. L’India ha guadagnato sei posizioni in un anno, dal 46° posto del 2021. Programmi come Make in India e Digital India hanno favorito la crescita di startup: nel 2021, secondo Forbes India, 42 sono state valutate oltre un miliardo di dollari.

Quali esempi concreti di trasferimento tecnologico in India hanno realizzato aziende italiane?

Moss srl, di Reggio Emilia, ha firmato un accordo di trasferimento tecnologico con un partner per produrre macchine da stampa per packaging direttamente in India, riducendo i costi senza perdere qualità. MecVel srl ha gestito documentazione, pratiche burocratiche, licenze e brevetti tramite Octagona India. Coveme spa ha attivato un presidio diretto per affiancare i clienti.

Il trasferimento tecnologico può essere un primo passo verso un investimento diretto in India?

Sì, il trasferimento di know how può servire da base per una successiva fase di investimento diretto in India. Per essere efficace nel breve periodo deve però rientrare in una strategia di internazionalizzazione a lungo termine, che definisca fin dall’inizio come sviluppare brand e presenza sul mercato indiano.

CONDIVIDI ARTICOLO [Sassy_Social_Share]

Se vuoi approfondire il contenuto di questo articolo

ARTICOLI RECENTI

Special Valuation Branch in India: perché dogana e logistica internazionale incidono sulla redditività delle imprese

Special Valuation Branch in India: perché dogana e logistica internazionale incidono sulla redditività delle imprese

Cos’è la Special Valuation Branch in India? La Special Valuation Branch, generalmente indicata con l’acronimo SVB, è una struttura specializzata...
Spagna 2026: perché cresce più dell’Eurozona e come posizionare il Made in Italy

Spagna 2026: perché cresce più dell’Eurozona e come posizionare il Made in Italy

Spagna 2026: i numeri chiave  PIL 2026: +2,4% secondo la Commissione Europea;  PIL Eurozona 2026: +0,9%;  PIL Q2 2026: +0,7%...
Commercio mondiale 2026: come AI, energia e geopolitica stanno ridisegnando export e supply chain per le imprese italiane

Commercio mondiale 2026: come AI, energia e geopolitica stanno ridisegnando export e supply chain per le imprese italiane

Il commercio mondiale nel 2026: quali sono i principali trend e dati di crescita?  Secondo i dati consolidati nel Global...

Form di
contatto

Sei interessato al nostro servizio?
Compila il form o contattaci al numero
+39 059 9770184