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Internazionalizzare il proprio business all’estero: scelta strategica od opportunità?

Internazionalizzare il proprio business all’estero: scelta strategica od opportunità?

TLDR
  • L’internazionalizzazione d’impresa non coincide con l’export: richiede una scelta strategica specifica, slegata da opportunità di vendita occasionali e non costanti.
  • I mercati sono cambiati per l’arrivo di Paesi produttori a basso costo, strumenti digitali e crisi economiche, e il vecchio modello “catalogo e valigia” non basta più.
  • Internazionalizzare deve essere una scelta ponderata e non una via di fuga da un mercato nazionale incerto.
  • Dieci domande strategiche permettono di capire se l’azienda è pronta: riguardano Paesi target, prodotti, capacità produttiva, logistica, dogane, pagamenti, documentazione e gestione clienti.
  • Trovare clienti all’estero non è una strategia ma un obiettivo, da raggiungere con una strategia chiara e per step successivi.
Indice

Cosa deve fare un’azienda che si intende internazionalizzare?

La domanda non è banale perché troppo spesso l’internazionalizzazione d’impresa viene confusa con l’export: non si tratta semplicemente di cercare opportunità di vendita all’estero.

Questa idea poteva andare bene fino a 15 o 20 anni fa, in un’epoca in cui per espandere la propria impresa all’estero bastava armarsi di catalogo, valigia e buona volontà.

Di fatto oggi i mercati sono cambiati profondamente, e continuano a farlo in modo molto veloce: la comparsa di Paesi produttori a basso costo, l’arrivo di strumenti sempre più digitali e le crisi economiche e finanziarie degli ultimi anni hanno finito per rivoluzionare il modello di internazionalizzazione d’impresa.

Da diverso tempo Octagona sostiene che internazionalizzare un’impresa richiede ora una scelta strategica specifica, che sia il più possibile slegata da opportunità di vendita occasionali e non costanti.

Di fatto l’internazionalizzazione richiede una preparazione, un’idea concreta, una necessaria apertura mentale al cambiamento, un procedere per step successivi e non un semplice “proviamo e vediamo”.

Internazionalizzare la propria impresa deve essere una scelta ponderata e non una necessità. Non deve essere una via di fuga da percorrere quando la situazione sul mercato nazionale è incerta

Il motivo è presto detto: è vero che nei mercati internazionali si possono trovare delle opportunità, però è un dato di fatto che l’impresa che si affaccia ad essi senza l’adeguata preparazione rischia di non essere in grado di poterle cogliere.

Ogni imprenditore sa bene quanto è importante porsi delle domande prima di agire: è l’essenza della pianificazione strategica. Ecco perché porsi le domande giuste è l’elemento che fa la differenza nella crescita internazionale della tua impresa.

Nell’approfondimento di questa settimana ne abbiamo selezionate alcune che devi assolutamente porti se vuoi espandere la tua impresa all’estero. Se saprai rispondere affermativamente a molte di queste, allora saprai che la tua azienda è pronta già ora per iniziare un percorso di espansione all’estero.

10 domande strategiche che devi porti prima di partire

– Su quali Paesi è meglio indirizzarsi? Perché, e come li hai scelti?

– Quali e quanti prodotti ha senso proporre nei mercati target? In cosa si differenziano rispetto alla concorrenza?

– Hai una capacità produttiva in grado di rispondere senza ulteriori importanti investimenti ad eventuali richieste dall’estero?

– Hai già individuato il modello logistico più efficace valutando pro e contro delle diverse opzioni?

– Sai gestire le problematiche relative ad eventuali barriere doganali e certificazioni richieste?

– Sai come gestire un pagamento internazionale?

– Hai una documentazione di vendita e una versione del sito web in inglese e/o in lingua locale?

– Hai un Company Profile (brochure, depliant digitali) in grado di spiegare in dettaglio il valore aggiunto della tua azienda e dei tuoi prodotti?

– Hai svolto un’analisi delle abitudini di acquisto e dei maggiori sistemi di pagamento utilizzati nei Paesi target?

– Hai già un sistema per gestire tutti i nuovi clienti che entreranno in contatto con la tua azienda?

Ce ne sarebbero poi molte altre: quale target fornire? Come raggiungere il target (agenti, distributori, esportazione diretta)?

Le domande sono tante, ma quelle che abbiamo riportato sono sufficienti per comprendere se la tua azienda è pronta per un percorso di espansione all’estero.

Perché è impossibile fare internazionalizzazione se non si hanno idee e risposte chiare, se non si capisce che non si può improvvisare, se non si ha una chiara strategia di ciò che si vuole fare.

Conclusioni

Trovare clienti all’estero non è dunque una strategia: è un obiettivo, che deve essere raggiunto attraverso una strategia.

In questo articolo abbiamo visto come sia importante prepararsi per un corretto percorso per internazionalizzare la tua impresa, in modo consapevole e sostenibile sul lungo periodo.

Se rispondendo alle domande precedenti ti sei accorto che la tua impresa non è pienamente preparata, Octagona può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di crescita di fatturati e profitti: contattaci e raccontaci il tuo progetto di internazionalizzazione cliccando qui sotto.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra internazionalizzazione d’impresa ed export?

L’export è la ricerca di opportunità di vendita all’estero, mentre l’internazionalizzazione è una scelta strategica strutturata. Secondo Octagona deve essere slegata da vendite occasionali e non costanti e richiede preparazione, un’idea concreta, apertura al cambiamento e un percorso per step successivi, non un semplice “proviamo e vediamo”.

Perché oggi non basta più il metodo tradizionale per espandere un’azienda all’estero?

Il metodo “catalogo, valigia e buona volontà” funzionava fino a 15 o 20 anni fa, ma i mercati sono cambiati molto. Hanno inciso la comparsa di Paesi produttori a basso costo, l’arrivo di strumenti sempre più digitali e le crisi economiche e finanziarie degli ultimi anni, che hanno rivoluzionato il modello di internazionalizzazione.

Conviene internazionalizzare l’impresa se il mercato italiano è in difficoltà?

Internazionalizzare non dovrebbe essere una via di fuga da un mercato nazionale incerto, ma una scelta ponderata. I mercati esteri offrono opportunità, però un’impresa che si presenta senza adeguata preparazione rischia di non riuscire a coglierle. Partire per necessità, senza strategia, aumenta quindi il rischio di insuccesso.

Quali domande deve farsi un’azienda prima di iniziare a esportare?

Prima di partire conviene valutare dieci aspetti: Paesi target e criteri di scelta, prodotti e differenziazione dalla concorrenza, capacità produttiva, modello logistico, barriere doganali e certificazioni, pagamenti internazionali, documentazione e sito in lingua, company profile, abitudini di acquisto locali e sistema di gestione dei nuovi clienti.

Come capire se la mia azienda è pronta per un percorso di espansione all’estero?

L’azienda è pronta se sa rispondere affermativamente a molte delle dieci domande strategiche su Paesi, prodotti, capacità produttiva, logistica, dogane, pagamenti, materiali in lingua e gestione clienti. Servono idee e risposte chiare e una strategia definita, perché internazionalizzare non si può improvvisare.

Trovare clienti all’estero è una strategia di internazionalizzazione?

No, trovare clienti all’estero è un obiettivo e non una strategia. Va raggiunto attraverso una strategia che definisca target, canali come agenti, distributori o esportazione diretta, e passaggi successivi. Solo con un percorso preparato la crescita internazionale diventa consapevole e sostenibile nel lungo periodo.

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