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Non è un mondo per vecchi: meno esportatori ma più export

Non è un mondo per vecchi: meno esportatori ma più export

TLDR
  • Secondo i rapporti SACE e ICE, l’export italiano è tornato ai livelli pre-Covid e il valore del Made in Italy è cresciuto dell’11%.
  • Nello stesso periodo il numero di operatori che esportano è calato dell’8%: l’export cresce concentrandosi su meno imprese.
  • Scompaiono le aziende che esportano in modo saltuario, mentre si rafforzano quelle con posizioni solide e progetti pluriennali.
  • Le imprese con propensione all’export oltre il 50% hanno posizioni forti e stabili sui mercati internazionali.
  • Tre strategie utili: muoversi subito, costruire progetti continuativi pluriennali e affidarsi a consulenti esperti, come Octagona, che in 20 anni ha seguito oltre 750 progetti.

Il celebre romanzo di Michel Serres parla di una rivoluzione nel sapere e nella sua dislocazione: i numeri dei rapporti di SACE e ICE, leggendoli attentamente, evidenziano una nuova realtà già iniziata.

Stiamo parlando di come, nonostante il recupero dell’export ai livelli pre-Covid ed un incremento del valore del Made in Italy dell’11%, gli operatori siano calati dell’8%.

Le cause della scomparsa e nuove strategie

Diventa fondamentale, in questa situazione, capire a pieno cosa significa fare export e quali sono i rischi che si corrono senza una strategia veramente solida.

Oggi dai numeri e dai trend dell’export possiamo ricavare 5 importanti conclusioni:

– si sono rafforzate le imprese che già avevano una posizione solida;

– fanno export le aziende che hanno avviato progetti pluriennali;

– scompaiono le imprese che fanno export in modo saltuario;

– si amplierà il divario di competitività tra chi fa già export e chi invece deve ancora partire;

– le imprese con una propensione all’export che va oltre il 50% sono quelle che hanno posizioni forti e stabili sui mercati internazionali.

I mercati internazionali rappresentano per le imprese italiane una grande opportunità e il Made in Italy, ancora oggi, ha un valore e un potenziale immenso. Prima però di muoversi nella direzione dell’internazionalizzazione o del digital export sarà importantissimo valutare le tendenze già avviate.

Ecco quindi 3 strategie da tenere in assoluta considerazione per poter avviare o consolidare la propria forza nell’export:

– Non perdere tempo. Se la tua impresa ancora non sta esportando allora fai attenzione: il divario tra chi è già sul mercato e chi invece deve ancora entrare è già ampio, non esitare. Se invece la tua impresa sta già esportando allora impegnati per consolidare rapidamente la posizione ed alzare quindi le barriere all’entrata per i futuri competitors

– Costruisci progetti continuativi. Per entrare e consolidarsi sui mercati internazionali è necessario costruire piani pluriennali e fare investimenti mirati. Chi parte senza una strategia di medio lungo periodo rischia di essere estromesso molto presto.

– Affidati a consulenti davvero esperti. Octagona in 20 anni di attività ha seguito con successo più di 750 progetti di internazionalizzazione sostenendo le imprese nel superare ostacoli e difficoltà, grazie all’esperienza del proprio team e alle competenze acquisite.

Vuoi fare export o dare nuovo vigore ai tuoi piani internazionali già avviati? Allora contattaci, e studieremo insieme la migliore soluzione per il tuo business.

Domande frequenti

Perché in Italia il valore dell’export cresce ma il numero di imprese esportatrici diminuisce?

Il valore dell’export cresce perché si rafforzano le imprese già solide, mentre chi esporta in modo occasionale esce dal mercato. Secondo i rapporti SACE e ICE, il Made in Italy è salito dell’11% rispetto ai livelli pre-Covid, mentre gli operatori sono calati dell’8%. L’export si concentra quindi su meno aziende, più strutturate.

Quali imprese italiane rischiano di uscire dai mercati esteri secondo i dati SACE e ICE?

Rischiano di uscire le imprese che fanno export in modo saltuario e senza una strategia di medio-lungo periodo. I dati SACE e ICE mostrano che restano sui mercati le aziende con progetti pluriennali e posizioni già consolidate. Chi parte senza piani continuativi e investimenti mirati può essere estromesso molto presto dai competitor.

Che cosa significa avere una propensione all’export superiore al 50% per una PMI?

Significa che oltre metà del fatturato dell’impresa dipende dalle vendite all’estero, e secondo i trend analizzati queste aziende hanno posizioni forti e stabili sui mercati internazionali. Sono tra quelle che si rafforzano di più, mentre il divario di competitività con chi non ha ancora iniziato a esportare è destinato ad ampliarsi.

Quali strategie può adottare una PMI per avviare o consolidare l’export in un mercato sempre più selettivo?

Le strategie sono tre: agire subito, costruire progetti continuativi e farsi affiancare da consulenti esperti. Chi non esporta deve entrare prima che il divario con i concorrenti cresca. Chi già esporta deve consolidare rapidamente la posizione per alzare le barriere all’entrata. Servono piani pluriennali e investimenti mirati.

Conviene ancora iniziare a esportare se il divario con le aziende già presenti all’estero è ampio?

Sì, il Made in Italy ha ancora un valore e un potenziale immensi, ma bisogna iniziare senza indugi e con una strategia solida. Il divario tra chi esporta già e chi deve partire è ampio e destinato a crescere. Prima di avviare internazionalizzazione o digital export vanno valutate le tendenze in corso.

Quanta esperienza ha Octagona nel supportare i progetti di internazionalizzazione delle imprese?

Octagona, in 20 anni di attività, ha seguito con successo più di 750 progetti di internazionalizzazione. Ha affiancato le imprese nel superare ostacoli e difficoltà dei mercati esteri, grazie all’esperienza del proprio team e alle competenze acquisite. Il supporto serve sia a chi vuole iniziare a esportare sia a chi deve rafforzare piani già avviati.

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